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  IMPEGNI DELLA REGIONE LOMBARDIA E RICHIESTE ALLA REGIONE PIEMONTE DOPO IL CONVEGNO DI TURBIGO DEL 13 DICEMBRE 2007

giovedì 10 gennaio 2008, di AIEA

L’argomento principale del convegno del 13 dicembre a Turbigo, organizzato dalla sezione dell’Ass. it. Esposti Amianto (AIEA) della omonima località in collaborazione con la sede nazionale di Milano riguardava la sorveglianza sanitaria degli ex esposti. Il secondo argomento riguardava la ricerca e la cura delle persone colpite da mesotelioma della pleura Erano presenti oltre agli associati all’AIEA di Turbigo prevalentemente lavoratori e pensionati della Centrale Termica ex ENEL, ora EDIPOWER) e delegazioni di ex esposti provenienti da Chivasso (EDIPOWER), Savigliano (ALSTOM), Mondovì, Paderno Dugnano (MI).

E’ intervenuto per la Lombardia il dott. GianFranco Bertani, della direzione generale dell’assessorato alla sanità; L’assessore alla Sanità del Piemonte Elenora Artesio si è scusata di non poter essere presente causa i noti tragici avvenimenti alla ThyssenKrupp di Torino, ma ha assicurato che incontrerà agli inizi del 2008 una delegazione dell’AIEA per discutere nel merito tecnico dell’effettuazione della sorveglianza sanitaria degli ex esposti in Piemonte; E’ pure intervenuto il presidente del Gruppo Italiano Mesoteliomi (GIME) il dott. Luciano Mutti (primario ospedaliero di Vercelli), nonché la dott.ssa Graziella Galparoli, medico del lavoro della Lombardia, del gruppo di lavoro scientifico dell’AIEA. E’ pure intervenuto sulle iniziative legislative parlamentari in corso il senatore Franco Turigliatto, della Commissione Lavoro e Difesa del Senato.

Il rappresentante della regione Lombardia ha riconosciuto il prezioso lavoro svolto dall’AIEA di Turbino con la rilevazione “dal basso” dei dati degli ex esposti, rilevazione che ha portato la regione stessa a compiere una serie di atti che sono sfociati in deliberazioni specifiche per dare vita alla sorveglianza sanitaria degli ex esposti (decreto direzione generale sanità n. 4972 del 16.05.07: Istituzione del registro dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto e adozione del protocollo operativo per la loro sorveglianza sanitaria, presso le ASL, previsti dalla DGR VIII/1526 del 22.12.05). La regione per tramite del dott. Bertani si è impegnata a realizzare la sorveglianza a partire dal prossimo anno (2008): i direttori generali hanno in tal senso ricevuto precise indicazioni. La regione pertanto, conformemente alla delibera stabilita, assicura che verrà compilato nelle ASL in maniera attiva il registro degli esposti, cui seguirà per i soggetti registrati secondo le modalità stabilite counceling e visite mirate presso le Unità Operative di Medicina del Lavoro ospedaliere. Assumendo quanto esposto dal dott. Luciano Mutti la regione Lombardia si impegna altresì a verificare la possibilità di utilizzare in funzione di diagnosi precoce i marker del mesotelioma (mesotelina e osteopontina) che si sono rivelati indicatori importanti per lo sviluppo della grave malattia. Il dott. Bertani ha pure fatto presente che la Regione Lombardia è impegnata ha eliminare l’amianto in 10 anni (dal 2005 come si espressa la conferenza nazionale sull’amianto di Monfalcone), anzi pensa di raggiungere prima l’obiettivo. Verranno aperte allo scopo due discariche (provincia di Brescia) per raccogliere i rifiuti contenenti amianto nel mentre si procederà alla chiusura (fine 2008) della discarica in provincia di Mantova. Sempre il dott. Bertani si è soffermato sulla situazione di Broni (PV) dove a causa della presenza di uno stabilimento dimesso di produzione di lastra di amianto (FIBRONIT) si è verificata una situazione, simile, anche se quantitativamente minore) a quella di Casale Monferrato. La bonifica per varie ragioni, particolarmente per i fondi necessari) è molto lente, ma la regione assicura che cercherà di spingere al massimo per accelerala, considerando che i valori di amianto nell’aria della zona sono molto bassi. (In proposito lo scrivente – che conosce il sito - fa presente che i valori limiti, specie poi quelli nell’aria sono molto indicativi e non possono essere presi come tranquillanti per la popolazione circostante, che inoltre in un convegno fatto diversi anni fa presso l’Istituto Maugeri di Pavia, la regione per il tramite del dott.Vittorio Carreri si era già impegnata per la bonifica in tempi brevi).

La mancanza della regione Piemonte non ha permesso di conoscere quale livello di legislazione e decisioni in merito ha assunto questa regione – simbolo mondiale per l’amianto- in relazione alla sorveglianza sanitaria degli ex esposti. L’AIEA è ha conoscenza del vecchio piano regionale amianto e della discussione in consiglio regionale della proposta di legge sull’amianto. L’AIEA pertanto esclude che la sorveglianza sanitaria possa essere affidata ai medici di medicina generale e che invece sia per quanto riguarda l’indispensabile precedente , ovvero il registro degli esposti, che per la sorveglianza vera e propria devono essere coinvolti i servizi per la tutela della salute della A-USL, considerando che è la pratica prevalente delle altre regioni che la hanno attuata (Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Campania). Del resto la regione Piemonte è stata indicata, con Casale Monferrato, come il riferimento nazionale per i problemi dell’amianto; a Casale dovrebbe sorgere un centro in grado di dare indicazioni sia sulla sorveglianza sanitaria, che sulla cura che, non ultimo, sulle bonifiche. In particolare sulla cura anche delle più gravi malattie da amianto deve essere superata, di fronte alle ricerche scientifiche più recenti, la valutazione che “non vi sia più nulla da fare” una volta che una persona sia stata colpita da una grave o gravissima malattia asbesto correlata. Si ritiene che il discorso dei marker per il mesotelioma valga anche per la regione Piemonte e che sia per il Piemonte che per la Lombardia non ci si debba limitare a ricercare e registrare esclusivamente la patologia da amianto per eccellenza che si faccia riferimento a tutte le patologia, in particolare i tumori, asbesto correlati. Un impegno a queste due regioni lo si chiede in proposito anche nei confronti delle sedi regionali dell’INAIL per capire come mai i riconoscimenti sia delle malattie professionali, in specie dei tumori professionali, sia dei diritti previdenziali siano così scarsi e come questo istituto invece che fare ricerca attiva degli esposti sia mosso, il più delle volte, ad escludere piuttosto che a comprendere anche di fronte alle situazioni più evidenti.

L’impegno dell’AIEA è anche quello di svolgere una sperimentazione – come già ha fatto per il registro degli esposti a Turbigo – per la costruzione di una mappa sul rischio amianto sul territorio, scegliendo il territorio di del comune di Paderno Dugnano.

Milano 16 dicembre 2007-12-16

Per l’AIEA Fulvio Aurora

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