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  AVVISO IMPORTANTE

giovedì 3 aprile 2008, di AIEA

A TUTTI I CITTADINI ITALIANI CHE SONO STATI IMBARCATI O HANNO LAVORATO SU NAVI MILITARI O CIVILI/COMMERCIALI STATUNITENSI E CHE HANNO CONTRATTO UN TUMORE O ALTRA MALATTIA DIAGNOSTICATA PER ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO, E AI LORO EREDI

1) L’Avv. Mitchell Cohen dello Studio Legale Locks di Philadelphia, Pennsylvania, 1500 Walnut Street, sito internet www.lockslaw.com sta cercando di rintracciare:

a)cittadini italiani, militari o civili, (nel caso in cui siano morti, i loro eredi) b)che sono stati imbarcati su navi militari americane vendute alla Marina Militare Italiana (si veda lista allegata) o su navi, sempre di produzione statunitense, ad uso civile e commerciale o c)che hanno lavorato sulle navi della lista allegata, in occasione di sosta delle stesse in porti italiani per manutenzione, o su altre navi aventi le caratteristiche previste al punto b) o d)che hanno lavorato alla demolizione delle navi di cui sopra e e)che hanno contratto un tumore al polmone o altra malattia asbesto correlata, anche non maligna, diagnosticata negli ultimi tre/cinque anni,

al fine di ottenere un risarcimento dalle Società americane produttrici delle navi o degli equipaggiamenti utilizzati sulle stesse (a titolo esemplificativo: Imo/Delaval, Johnson Manville Corporation, Eagle Picher, Celotex).

2) Patologie risarcibili

Le patologie asbesto correlate risarcibili sono le seguenti:

Patologie non maligne : asbestosi, ispessimento pleurico bilaterale, placche pleuriche.

Patologie maligne: Cancro ai polmoni (non è necessario che il soggetto malato di tumore al polmone abbia contratto anche una patologia non maligna di quelle sopra elencate, ma tale circostanza facilita l’ottenimento del risarcimento). Mesotelioma Tumore gastro-intestinale Tumore allo stomaco Tumore all’intestino e al colon

3) Documenti richiesti.

Al fine di ottenere il risarcimento, il soggetto che ha contratto una delle malattie previste al punto 2) e che è in possesso dei requisiti elencati al punto 1) dovrà : a)presentare un certificato medico che attesti la malattia; non è necessario indicare nel certificato che la malattia sia dovuta esclusivamente all’esposizione all’amianto sulle navi; tale indicazione potrebbe però agevolare l’ottenimento del risarcimento; b)rilasciare una deposizione all’avv. Mitchell, che per l’occasione verrà in Italia, nella quale dichiara: i) su quale nave ha lavorato o si è imbarcato ii) per quanto tempo iii) quale attività ha svolto sulla nave iv) se ha respirato polvere di amianto; c)rilasciare una procura con il testo allegato; Tutti i documenti presentati saranno sottoposti all’esame di medici specialisti statunitensi.

4) Importo del risarcimento.

L’importo del risarcimento può variare in base a diversi fattori, quali, ad esempio: a)età del soggetto che ha contratto la malattia, b)tipo di malattia, c)capacità di specificare con quali prodotti e su quali navi ha lavorato d)se il soggetto malato è ancora in vita o è morto. L’importo previsto per gli eredi è inferiore rispetto a quello garantito a soggetti malati ancora in vita. e)alla società responsabile (nel caso in cui siano fallite l’importo del risarcimento è prestabilito dalla Corte competente).

5) Tempi previsti per il risarcimento.

I tempi stimati per il riconoscimento del risarcimento sono i seguenti: a)se la società produttrice è ancora operativa: nove mesi da quando i medici americani hanno dato il loro parere favorevole, b)se la società produttrice è soggetta a procedura concorsuale negli Stati Uniti: 12/18 mesi dal parere di cui sopra.

6) Costi della procedura

Nulla è dovuto in caso di mancato risarcimento. Nessun anticipo è richiesto. I costi comprensivi di onorari e spese sono predeterminati in funzione dell’importo risarcito, ossia, sono pari al 25% dell’importo risarcito se la società produttrice è la Johns – Manville Company, mentre sono pari al 33% dell’importo risarcito se la società produttrice è un’altra.

Per concludere, chi fosse in possesso dei requisiti richiesti e fosse interessato ad ottenere il risarcimento può contattare la AEA Lombardia telefonando al numero: 02 4984678, scrivendo una email al seguente indirizzo di posta elettronica: fulvio.aurora@virgilio.it o inviando una comunicazione al seguente indirizzo: Via dei Carracci n. 2, 20149, Milano.


La segnalazione di nominativi di navi statunitensi vendute alla Marina Militare Italiana e/o in sosta per manutenzione presso porti italiani, o di navi americane ad uso civile e commerciale, diverse da quelle indicate nella lista allegata, nonchè di soggetti che vi hanno lavorato e che hanno contratto tumore, mesotelioma o una delle malattie asbesto- correlate, è comunque gradita, perché ci permette di risalire ad eventuali altre aziende produttrici e verificare se è possibile ottenere un risarcimento.


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  •   1 - AVVISO IMPORTANTE

    10 marzo 2008 23:09, di Livio

    > Sono stato imbarcato nelle navi Lanciere e Geniere fra gli anni 69-70 in qualità di radiotelegrafista, con navi ai lavori negli USA - Non so se sono malato;potrei esserlo? - Chiedo gentilmente consigli in merito - Grazie - Livio

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  •   2 - AVVISO IMPORTANTE

    3 aprile 2008 21:14

    Se è malato dovrebbe saperlo lei, non necessariamente e per fortuna tutti qualli che sono stati esposti all’amianto vengono colpiti da malattie ad esso correlata. Ad ogni buon conto, se vuole essere più sicuro, tramite il suo medico di famiglia potrebbe chiedere una visita specialistica in una clinica del lavoro o comunque da uno specilaista del lavoro e/o pneumologo, raccontando per iniziare la sua storia lavorativa, in particolare quella sulle navi. Saluti Fulvio Aurora, AIEA nazionale, Milano

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  •   3 - AVVISO IMPORTANTE

    22 aprile 2008 11:12, di Silvana Comi Fontana

    Mio marito,Ufficiale di coperta , è stato imbarcato negli anni 70, su navi della Texaco , Costa, LLoyd Triestino ecc ( se interessa posso fornire l’elenco completo).

    Sei anni fa è mancato di mesotelioma pleurico.

    Potrebbe rientrare nell’indagine dell’avv. Mitchell?

    Qualora così non fosse, sarebbe desiderio di mio figlio e mio, conoscere se possibile,se altre persone imbarcate con mio marito in quegli anni, hanno contratto questa maledetta malattia.

    Se ci fosse questa possibilità, Vi fornirei l’elenco dettagliato degli imbarchi.

    Grazie Silvana Comi ved. Fontana

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  •   4 - AVVISO IMPORTANTE

    1 settembre 2008 22:17, di Lauro Bruno

    Salve, Mio fratello è morto 34 anni fa del Linfoma di Hodgkin,(stesso linfoma che ha colpito di recente militari nella ex Jugoslavia), all’età di 29 anni, dopo aver trascorso 24 mesi in Marina, e ho potuto riscontrare che era imbarcato in una delle navi elencate, la Pietro Cavezzale. Rientra anche Lui in quei decessi e se no, sa indirizzarmi verso chi di competenza? Il suo medico curante è l’attuale Direttore/Ricercatore Giuseppe Comella c/o l’Ospedale dei Tumori Pascale di Napoli. Ringrazio sin d’ora e resto in attesa di risposta.

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  •   5 - AVVISO IMPORTANTE

    17 settembre 2008 22:45

    Dovrebbe, allo scopo, mettersi in contatto con lo studio legale Ceriani di Milano chiedendo dell’avv. Sabrina Magni o dell’avv. Benedetta Orsini tel. 0245472049 saluti Fulvio Aurora AIEA nazionale, Milano

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  •   6 - AVVISO IMPORTANTE

    12 novembre 2008 10:57, di giax

    Mio padre è venuto a mancare il giorno 01/11/08, a 67 anni, a seguito di Mesotelioma Peritoneale. Da giovane, dall’età di 16 anni circa, lavorava sottocoperta delle navi militari italiane alla manutenzione dei motori ed intorno alla fine degli anni 70 come assistente tecnico (controlli dei lavori, in particolar modo edili, all’interno della base militare di Gaeta, dove spesso erano ormeggiate le navi americane). In parte, ma in modo piuttosto autonomo, mio padre aveva gestito sia le pratiche per il danno arrecato che per quelle del riconoscimento (ai fini pensionistici) dei benefici derivanti. L’asbestosi è stata riscontrata intorno al 2000. L’aggravamento è avvenuto in Aprile 2008 ed in Maggio, avendo individuato in alcune strutture ospedaliere pubbliche altamente specializzate l’opportunità di intervenire chirugicamente per aumentare le probabilità di vita (anche fino a cinque anni, viste le statistiche), abbiamo contattato un medico dell’ente. Questi, alla visita di controllo, in estrema sintesi, riscontrava che: a) il soggetto era operabile b) la lista d’attesa era lunga (tutti i casi erano caratterizzati dalla stessa gravità, quindi priorità) e l’alternativa all’operazione in ottobre/novembre era l’intramenia. Mio padre è andato in pensione (per decorrenza di tutti i termini) possibili a fine febbraio 2008 e i circa 40 anni di liquidazione non sono bastati a sostenere la spesa medica pagata per l’operazione (circa 70.000 euro), poi avvenuta in data 25/06/08. Al termine di un intevento durato 12 ore, il medico comunicava che la scelta dell’intramenia era stata determinante, nel senso che "non sarebbe arrivato vivo ad Ottobre, poichè il male era troppo avanzato", anche se parte del male era rimasta attaccata allo stomaco. Ora, io vorrei capire: a) cosa posso fare in termini di azione legale verso le cause della malattia professionale (sono veramente poco preparato e, visto il modus operandi delle strutture sanitarie, anche senza grosse disponibilità finanziarie); b) i soggetti contro i quali operare (solo enti militari Italiani o anche Americani, dal momento che Gaeta è anche banchina per navi militari americane; c) se è possibile sostenere un’azione risarcitoria verso le strutture sanitarie, dal momento che l’operazione ha evidenziato una gravità della malattia maggiore rispetto a quella inizialmente percepita e che non dava giustificazioni sufficienti a lamentare una priorità elevata (e quindi all’intervento con assistenza pubblica); d) tutto ciò che la Vostra esperienza può suggerirmi di fare. Vi ringrazio anticipatamente, Giovanni

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  •   7 - AVVISO IMPORTANTE

    2 dicembre 2008 15:10, di Nunzio

    Pugno di ferro della Cassazione contro le aziende che, ancora oggi, espongono i dipendenti all\’amianto. Il datore rischia una condanna per i decessi e per le malattie contratte anche se il dipendente, molti anni prima, aveva lavorato per brevi periodi in fabbriche a rischi amianto, e anche se la presenza delle sostanze nocive viene accertata nei pressi della sua abitazione. Lo ha stabilito la Suprema corte con la sentenza n. 42128 del 12 novembre 2008.


    Scarica gratuitamente il testo integrale della sentenza dall\’homepage del sito www. cassazione.net

    Vedi on line : http://www.cassazione.net

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  •   8 - AVVISO IMPORTANTE

    3 gennaio 2009 21:26, di Francesco Cutruzzulà

    sono stato imbarcato per 19 mesi sulla nave Quarto (marina militare Italiana; la nave quarto era una nave da sbarco che sembra abbia partecipato allo sbarco in normandia e poi lasciata dagli USA all’Italia; posso sapere se tale nave è tra le navi che contenevano asbesto?? Francesco Cutruzzulà (Catanzaro -ITALY)

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  •   9 - AVVISO IMPORTANTE

    22 gennaio 2009 15:41

    non è il caso.

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  •   10 - AVVISO IMPORTANTE

    27 marzo 2009 09:08, di Franco

    Sono stato imbarcato dal 1/06/1969 al 29/10/1969 sulla petroliera (ex T2) Betty Comway, dell’armatore americano COSMOPOLITAN di New York. Sono in possesso di esami medici (spirometrie) che attestano rischio malattie polmonari. Gli esami sono stati effettuati a distanza, nel tempo ed attestano diminuzioni. Prego informare.

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