articolo tratto da La Repubblica del 17-06-06

Il figlio di un dipendente delle Ferrovie scomparso nel 2001 avrà 750 mila euro
venerdì 16 marzo 2007
di Paola Cascella
Il figlio di uno di loro avrà un risarcimento di 750 mila euro per le sofferenze del padre morto giovane, a 51 anni, dopo mesi e mesi di agonia, ucciso da un mesotelioma pleurico, uno dei terribili tumori dell’amianto, le particelle respirate per quasi 30 anni mentre faceva il manovale e mentre ripuliva gli ambienti in cui si riparavano i treni, all’Org di Bologna. Il presidente del Tribunale del lavoro Giuseppe Molinaro gli ha riconosciuto il <
Malgrado il maxindennizzo, non ha rinunciato il figlio del manovale a presenziare come parte civile, insieme ai parenti di altre 16 vittime dell’amianto, tutti ex dipendenti delle Grandi officine riparazioni, al processo cominciato ieri a nove dirigenti e funzionari, ma anche ad alcuni responsabili del servizio sanitario compartimentale che avrebbero dovuto vigilare sulla salute dei lavoratori.
Come gli altri familiari ora chiede un ulteriore risarcimento, per i danni morali patiti personalmente a causa della malattia e della morte del padre. Anche un altro ex dipendente Ogr che respirando le micidiali particelle si è ammalato di placche pleuriche, ha già ottenuto un risaricmento di 85 mila euro dal giudice del lavoro.
Gli imputati sono accusati di omicidio colposo e lesioni personali gravissime.
Il più giovane ha 85 anni, il più vecchio è del 1911, i fatti sotto esame sono avvenuti tra il ’74 e l’88 perchè si sa i tempi della giustizia sono lunghissimi.
Ieri l’udienza si è conclusa con un nulla di fatto, o quasi. Rinvio al 6 febbraio 2007, stavolta anche per lasciare spazio alle trattative tra i parenti delle vittime e le ex Ferrovie, difese dagli avvocati Armando e Marco d’Apote.
Secondo le pm Rossella Poggioli e Silvia Marzocchi, gli imputati di fronte al pericolo ormai noto dell’amianto non usarono mezzi che avrebbero potuto proteggere gli operai. Non si informarono sui rischi che venivano da quel materiale Killer col quale fra gli anni ’60 e ’70 si coibentavano le carrozze dei treni, un materiale che ancor oggi ciclicamente spunta su qualche convoglio non più utilizzato.
Ma soprattutto non informarono i lavoratori, quasi tutti poi morti per mesotelioma pleurico. Quando le Ferrovie cominciarono l’opera di dismissione la grande tragedia si era già consumata. E gli esperti dicono che non è finita. Il clou sarà tra il 2006 e il 2010.