SARDEGNA AMIANTO, CENSIMENTO INCOMPLETO

La Nuova Sardegna 10 marzo 2015
Amianto, il censimento è incompleto

La denuncia dell’Associazione ex esposti alla Regione: «Dati sottostimati e presupposti medici errati» di Michela Cuccu

ORISTANO. «I dati del censimento, delle malattie e della mortalità derivanti dall’esposizione all’amianto, contenuti nel Piano regionale, sono sottostimati. Serve anche una maggior vigilanza sanitaria, allargata ai familiari e ai cittadini che abitavano o abitano in prossimità degli impianti dove veniva lavorato l’amianto. Oltre a questo, serve l’inserimento fra i siti da bonificare, la Cema sarda di Marrubiu; La Sardit di Oristano e, sempre in città, l’edificio della scuola Media di via Santu Lussurgiu». Sono queste le richieste inviate alla Regione da Areas, l’associazione degli ex esposti all’amianto. La sezione oristanese dell’associazione ha scritto alla Regione, sollecitando la modifica di alcune parti significative del Piano regionale sull’amianto. Il presidente provinciale, Giampaolo Lilliu, lo aveva già annunciato nel corso della Conferenza regionale: intervenendo al dibattito, aveva infatti sottolineato come, a suo giudizio, vi fossero una serie di incongruenze nei dati scientifico-tecnici del Piano. Ieri mattina, Lilliu, ha affidato ad una nota ufficiale le richieste di modifica: «Il Piano si affida a una valutazione medico-scientifica errata: considera una soglia di non rischio che falsa tutte le conseguenti azioni programmate a tutela della salute e della prevenzione, che invece, a nostro avviso, devono avere come riferimento la valutazione medico-scientifica che mette in evidenza che non esiste soglia di non rischio, così come previsto dalla legge 257 del 1992».

Sugli aspetti ambientali, Areas sollecita un maggior coinvolgimento delle associazioni di volontariato del settore per svolgere un censimento sull’intero territorio regionale delle aree da bonificare; un confronto con l’Università per individuare sistemi di inertizzazione al posto dello stoccaggio in discarica; l’avvio della micro raccolta, l’istituzione di un fondo regionale vittime amianto e il varo di una legge regionale che imponga la bonifica degli immobili pubblici o di utilità pubblica, oltre al potenziamento strutturale e strumentale del laboratorio amianto con sede a Oristano.

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