REGISTRO TUMORI BASILICATA: DOVE SONO FINITI I SOLDI?

REGISTRO TUMORI – BASILICATA  

Popolazione = 577.562     

Casi registrati = zero

Incidenza %= zero

Non è dato sapere?

E’ un’isola felice?

 

Dove sono andati a finire i finanziamenti previsti per l’istituzione del soldi del registro in Basilicata?

 

Premesso che i  Registri Tumori, previsti dall’ “Atto di Intesa tra Stato e Regioni per la definizione del Piano Sanitario Nazionale relativo al triennio 1994-1996” (G.U. n. 8, 12 gennaio 1994),  costituiscono una risorsa insostituibile per la ricerca clinica ed epidemiologica poiché è tramite queste organizzazioni che è possibile valutare sia le dimensioni di popolazione della malattia, sia promuovere ricerche volte a comprenderne le cause.

Il Ministero della Salute ha rinnovato l’impegno alla maggiore diffusione dei Registri Tumore con il Documento di Indirizzo per Ridurre il Carico delle Malattie del Cancro nel triennio 2011/2013. Ma nel nostro contesto regionale il Registro Tumori non riporta indicatori di Mortalità e di Prevalenza perché, ancora ad oggi, è operativo il vincolo riservatezza dei dati (Dlgs. 196/2003) che non gli permette di acquisire e trattare gli stessi dati sanitari.

E’ necessario rimuovere i vincoli e le carenze organizzative che tengono fermo il nostro Registro Tumori  per permettere che il patrimonio di informazioni portato dalla storia clinica del singolo individuo possa e debba essere utilizzato per la promozione della salute della collettività.

Ricordiamo che i Sindaci sono giuridicamente responsabili della salute dei propri Concittadini per cui è possibile promuovere l’Aggiornamento annuale del Registro Regionale dei tumori con la richiesta ai Sindaci del territorio regionale di check-up sullo stato di salute della popolazione comunale basato sui dati già presenti (ricoveri, mortalità, ecc.), anche per malattie non tumorali.

Questo semplice raccolta dati, che riteniamo abbia un costo limitato (perché basato sui dati elettronici già presenti), fornirebbe una informazione fondamentale: lo stato di salute della popolazione della nostra Regione, darebbe un indicazione sulle priorità di intervento su eventuali studi di correlazione tra ambiente e salute e ci potrebbe permettere di mettere in atto pratiche di prevenzione ad hoc.

Il Dott. Valerio Gennaro del RE.NA.M. COR Liguria, esperto epidemiologo e Dirigente medico dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro recentemente ha messo in evidenza che è inquietante la riduzione dei SIN esaminati sul nuovo studio SENTIERI: solo 18 sugli iniziali 57 (neppure il 30%) e solo  i siti di 11 regioni (la Puglia e la Liguria sono state dimezzate; mancano completamente Piemonte, Toscana, Lazio, Marche, Basilicata, Calabria…).

In merito al Registro Tumori, il dott. Gennaro ad una osservazione fatta dal dott. Maurizio Marchi, M.D. in merito alla copertura dal Registro della popolazione Toscana, scrive quanto segue:

“E vero, in media la popolazione italiana ha il 45% in più di copertura per Registri Tumori di Popolazione (RTP) rispetto alla Toscana. Ma l’importante è  avere il check-uptotale delle malattie (anche non neoplastiche, che sono la maggior parte).  In molti comuni inquinati il numero di morti e malati per tumore è quasi nella norma o non è SS aumentato, ma si assiste ad un eccesso di morti e ricoveri per l’insieme delle malattie (es. Cogoleto, Biancavilla,..)

Per non perdere tempo e soldi, fare il peccato mortale e morale di sottostimare il vero numero di malati e deceduti, e tentare di rispondere tempestivamente e correttamente alla domanda come sta davvero la popolazione del comune e perché sta male,  direi di evitare di chiedere l’istituzione di RT, ma pretenderei invece il semplice referto epidemiologico (RE) aggiornato e completo a tutte le malattie.I RTP sono oggetti costosi, lenti  e orientati solitamente ad aspetti clinici e non eziologici. I RTP  solo dopo anni producono dei buoni dati, ma sono circoscritti ai soli tumori (non viene rilevata la maggior parte delle malattie e dei decessi totali).

Mi spiace ripetermi ma MD dovrebbe denunciare che: fino a prova contraria, in Italia il check-up complessivo sullo stato di salute degli italiani (specie nelle zone a rischio ambientale, lavorativo e sociale) è deliberatamente oscurato.

Si propone di pubblicare  tempestivamente il referto epidemiologico comunale (il Sindaco è la principale autorità sanitaria) per valutare il check-up collettivo che è ottenibile a costo (quasi) zero utilizzando i dati informatizzati già presenti in regione (su decessi e ricoveri).Con le buone o con le cattive (vie giudiziarie) i tassi di decesso e ricovero per il complesso delle patologie devono essere resi pubblici. Prima che diventino aride pubblicazioni scientifiche (utili solo per far carriera) o, peggio, delle semplici ed inutili statistiche”.

 Salute Valerio Gennaro

EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE  SCARICA DOCUMENTO

ARTICOLO Valerio Gennaro   SCARICA ARTICOLO

Condividi: