ORISTANO: Convegno diritto alla tutela della salute

DIRITTO ALLA TUTELA DELLA SALUTE

ORISTANO, SALA HOSPITALI S. ANTONIO

VERBALE CONVEGNO

Sabato 1 Dicembre si è svolto ad Oristano un Convegno, promosso da Francesco Carta (Forum per il Diritto alla Salute), di presentazione di Medicina Democratica, con la finalità di promuovere la costituzione di una Sezione Territoriale. L’iniziativa ha visto una numerosa e attiva partecipazione di relatori e di pubblico (circa centocinquanta persone).

Dopo una breve introduzione di Francesco Carta, è stato chiamato a moderare Fulvio Aurora, in qualità di direttore della rivista Medicina Democratica e di Segretario nazionale AIEA.

Nella relazione introduttiva il presidente di Medicina Democratica ha presentato l’associazione, facendo riferimento all’impegno di G.A. Maccacaro per rinnovare la medicina e alla lotta dei lavoratori, organizzati in Consigli di fabbrica e in Gruppi Operai Omogenei, contro la nocività del lavoro e della sua organizzazione capitalistica. Al centro l’uomo e l’interesse a costruire un’alleanza fra ricercatori, operatori della salute che rompesse la subordinazione della scienza al potere.

Sono state quindi illustrate le linee di azione che hanno guidato dagli anni ’60 il movimento operaio in lotta contro la nocività, per arrivare all’attualità dell’impegno ad estendere l’attenzione ai rischi dell’ambiente e delle condizioni di vita, al riconoscimento e risarcimento dei danni indotti da un’organizzazione del lavoro basata sullo sfruttamento dell’uomo e da una ricerca e attività medica che ha al centro la promozione della salute. È stato infine sottolineato l’impegno attuale di Medicina Democratica a difendere i principi, anche costituzionali, su cui si fonda il sistema sanitario pubblico universalistico, denunciando i tentativi di privatizzazione e le vere cause della insostenibilità economica: un sistema di pagamento che premia le prestazioni per malattia anziché la promozione della salute della popolazione, l’interesse delle multinazionali del farmaco a diffondere farmaci sempre più costosi, anche di dubbia efficacia e a volte nocivi, talora indirizzati a trattare condizioni patologiche del tutto inventate, imposte con campagne pubblicitarie bene orchestrate.

È quindi intervenuto il vice presidente di Medicina Democratica per illustrare la situazione del meridione d’Italia da cui l’impegno a tutelare la salute degli immigrati, che svolgono oggi i lavori più nocivi, sostenendo la necessità di affrontare i problemi dell’inquinamento ambientale, delle ecomafie e delle loro strategie di arricchimento attraverso lo sversamento dei rifiuti industriali sul territorio, della raccolta e gestione dei rifiuti, che tanti danno provocano nella popolazione, come indicato dagli eccessi di incidenza e di mortalità per tumori in specifiche aree geografiche.

L’intervento di Gianpaolo Lilliu ha documentato le iniziative di indagine, denuncia e lotta che la Associazione Regionale ex-esposti Amianto – Sardegna (AREA) ha promosso negli anni e i risultati ottenuti, anche in termini di riconoscimento di malattia professionale, soprattutto in relazione alla lotta dei lavoratori della SARDIT di Oristano.

Mario Murgia ha esteso il discorso ai lavoratori di altre zone (Carbonia, Ottana) per i quali il riconoscimento non è ancora stato ottenuto e ha denunciato la tendenza delle autorità e dei responsabili a negare la stessa esistenza di una esposizione ad amianto pur in presenza di casi di asbestosi, classificati come Silicosi, e di mesotelioma. Ha anche denunciato il fenomeno delle morti bianche perdute, come chiama quei casi a probabile causa professionale per le quali nessun medico ha provveduto alla denuncia e all’avvio delle pratiche per il riconoscimento e l’indennizzo. Ha infine sottolineato l’importanza di promuovere, come è stato fatto in Basilicata nell’area di Pisticci, la sorveglianza sanitaria degli esposti, seguendo adeguati protocolli.

Sabina Contu, avvocato che supporta l’iniziativa di Mario Murgia, ha riferito esperienze dirette di malattie asbesto correlate, per le quali si è lottato anche in sede giudiziaria e si è ottenuto il riconoscimento e il risarcimento.

Massimo Melis, epidemiologo, ha presentato e discusso i dati del registro nazionale mesoteliomi per la Sardegna, facendo rilevare come molti debbano essere ancora i casi che sfuggono alla rilevazione, da qui l’impegno a sensibilizzare i medici perché svolgano, anche solo in caso di sospetto come stabilisce la legge, il loro dovere di denuncia.

In successivi interventi sono state portate esperienze dirette di malattia professionali e di decessi avvenuti in condizione di mancato riconoscimento di malattia professionale e con assistenza sanitaria non adeguata, che ha reso ancor più drammatica una situazione già di per sé molto pesante per i diretti interessati e per le loro famiglie.

Hanno quindi espresso il loro impegno in difesa dei diritti negati dei malati da amianto e a tutela dell’ambiente inquinato i sindaci dei comuni di Oristano, Busachi, Arborea. L’assessore provinciale all’ambiente di Oristano, Emanuele Cera, ha affrontato il tema della prevenzione sul territorio e del contributo della provincia, pur in presenza dei forti limiti economici imposti dalla legge di stabilità, per la rimozione dell’amianto dall’ambiente. Infine Gian Piero Scanu, Senatore della Repubblica, Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’esposizione a possibili patogeni, ha parlato dell’impegno che personalmente sente di dover assumere per contribuire dalla sua posizione a promuovere la salute intesa come benessere psicofisico e sociale, nella accezione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in una regione che non diversamente dalla Campania ha visto anche lo scempio ambientale legato alle servitù militari, all’esistenza dei poligoni di tiro e al caso particolare dell’uranio impoverito.

Il convegno ha avuto un seguito in una riunione che ha posto le basi per la costituzione della sezione territoriale di medicina democratica, per la quale Francesco Carta si è assunto l’incarico di far circolare il nostro statuto, di raccogliere le adesioni e organizzare una prima riunione per formalizzare la costituzione della sezione attraverso l’elezione del presidente, del tesoriere e del direttivo.

Fulvio Aurora

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