PRONTO IL PIANO NAZIONALE AMIANTO

Il Piano nazionale amianto arriverà a Casale l’8 aprile.

ll Piano nazionale Amianto è stato approvato dal Consiglio dei ministri e subito inviato alla Conferenza Stato Regioni per il parere. Ora, si potrà anche obiettare che, di nuovo, si tratta di parole (parole scritte, in questo caso), ma, un anno fa, non c’erano neppure quelle. Adesso sì: c’è il tracciato di una strada costruito dopo consultazioni che hanno tenuto conto di molte voci. Bisogna tradurle in fatti, quelle parole, certo, e, anche, prendere le azioni concrete che già esisto- no e sono sparse (ripetiamo: non si parte da zero) per inca- nalarle in un percorso coordinato che preveda, anzi obblighi a confrontare e integrare saperi e risorse.

Un anno fa, la «questione amianto» era confinata, per lo più, nel perimetro di Casale e dintorni, con aggiunta di qualche altra località disseminata lungo il Paese. Che è accadu- to? Vuoi per l’eccezionalità del processo Eternit di Torino, vuoi, anche, per coincidenze inizialmente sfortunate e incomprensioni tramutate poi positivamente, vuoi per la tenacia, il coraggio, l’intelligenza e l’umiltà di parecchi casa- lesi, e no, il problema amianto è stato inquadrato, come ebbe a dire fin dal suo iniziale coinvolgimento il ministro della Salute Renato Balduzzi, in «emergenza nazionale». Di più: internazionale. Non a caso all’Italia è stato dato incari- co di fornire un modello europeo per coordinare azioni di ricerca a vasto raggio.

Ma partiamo da noi. C’è un Piano Nazionale Amianto: che guadagno c’è a non crederci? Nessuno. Quale, invece, a investirci fiducia, intelligenza, risorse? Il tentativo e la speranza di portare a casa qualche risultato. Senza i freni delle rab- bie, delle invidie, delle ostilità partigiane. Tutte azzerate. Proviamo ad ascoltare che cosa propone. Il ministro Balduzzi annuncia che, come promesso, sarà illustrato per la prima volta a Casale. Data: la mattina dell’8 aprile. Esserci vuol dire conoscerlo, suggerire eventuali correttivi e verificare in quale parte ognuno può essere utile. È umano che alcuni, forse molti, abbiano la tentazione, anche espressa pubblicamente, di scrollarsi d’addosso il problema amianto con il semplice gesto di tacitare la pronuncia della parola stessa. D’accordo, ci taceremo: quando di amianto non si morirà più. Fino ad allora non potremo che insistere perché si trovi la cura, partendo da qui, dalla città che non è il «simbolo dell’amianto», ma della «lotta all’amianto», della «riscossa civile», che va indicata ad esempio nel mondo, ed emulata.

SILVANA MOSSANO

LA STAMPA

 

 

 

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