AMIANTO: totalmente vietato in Europa entro 2023, relazione commissione Ambiente UE

BRUXELLES – La commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo, nella seduta del 28 novembre scorso ha discusso e votato il dossier Minacce alla salute legate all’amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l’asbesto esistente. La relazione sarà votata dalla commissione Occupazione e affari sociali (EMPL) il 24 gennaio 2013.

Di seguito elenchiamo i punti chiave del documento emendato.

Il testo è stato approvato con 49 voti favorevoli e un solo contrario. Molti gli emendamenti nell’ultima lettura. Prima importante proposta di modifica accettata riguarda il titolo stesso del documento che in origine citava Minacce alla salute dei lavoratori dovute all’amianto e ora è diventatoMinacce per la salute legate all’amianto. La commissione ha quindi ritenuto di primaria importanza comunicare che la tutela dall’amianto deve essere generale, riguardare tutti i cittadini e tutti gli ambienti e non solo lavoratori e ambienti di lavoro.

Il dossier propone di accettare il termine del 2023, già individuato dai sindacati, quale data della messa a bando totale dell’amianto in tutta la Unione Europea.

Si invitano commissione e Stati membri ad abbassare al minimo il valore limite previsto nella direttiva 2009/148/CE per l’esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto.

Il dossier evidenzia le criticità e l’urgenza della bonifica di tutti i siti pubblici e privati. In particolare si solleva il problema dell’inertizzazione, dei rifiuti contenenti amianto e della corretta gestione delle discariche. Si auspica il ricorso a processi alternativi ecocompatibili e sicuri, che possano trasformare in sicurezza i materiali contenenti amianto rendendoli inerti per poterli riutilizzare nel settore delle costruzioni.

Si invita la commissione a rafforzare i controlli per vigilare sulla corretta applicazione della direttiva 1999/31/CE sulla corretta classificazione di qualsiasi rifiuto contenente amianto come rifiuto pericoloso che va smaltito solo ed esclusivamente in specifiche discariche progettate per lo smaltimento in sicurezza che garantiscono cioè che sia evitata la contaminazione dell’aria e delle falde acquifere.

Il dossier in ultimo “esorta gli Stati membri a garantire che tutti i casi di asbestosi e di mesotelioma siano registrati per mezzo di una raccolta sistematica di dati sulle malattie professionali da amianto, e a fornire una mappatura attendibile della presenza di amianto attraverso l’istituzione di un registro obbligatorio dell’amianto esistente in edifici pubblici e privati, navi, treni, bunker, tunnel, gallerie, tubazioni delle reti acquedottistiche pubbliche e private, e che in detto registro siano anche chiaramente segnalate le discariche di rifiuti di amianto, in modo da evitare la movimentazione inconsapevole di questi materiali sotterrati e contribuire alla prevenzione e alle azioni correttive.

Relazione parlamentare

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