SINTESI INCONTRO CNA CON DIRETTORI MINISTERO DELLA SALUTE

All’attenzione del

Coordinamento Nazionale Amianto

Per conoscenza:

– Senatore Felice Casson

– AFEVA Casale Monferrato

– CGIL-CISL UIL (tramite Giuseppe D’Ercole)

– CIV-INAIL (Giuseppe Turudda)

– SOSTENIAMOLI SUBITO

– Prof. Benedetto Terracini

Oggetto: sintesi dell’incontro con i direttori del Ministero della Salute, dottori

Fabrizio Oleari e Giuseppe Ruocco, presente anche il dott. Mariano Alessi.

Il 12 febbraio alle ore 15 il CNA si è incontrato con i direttori generali del ministero della salute alla sede di Roma di via Ribotta, 5: all’ordine del giorno vi era la richiesta di conoscere l’iter del Piano Nazionale Amianto annunciato alla fine della Seconda Conferenza Nazionale.

La mattina alle ore 10, 30 vi è stata la riunione del CNA nel quale si è discusso e ci si accordati sulle domande da proporre ai responsabili del ministero.

E’ stato chiesto all’incontro pomeridiano quale era la forza impositiva del piano stesso e se effettivamente il PNA sarebbe stato completo oppure, come ci era stato in precedenza riferito,composto esclusivamente della sola parte sanitaria.

Sulla quest’ultima è stato chiesto se per la sorveglianza sanitaria vi era la determinazione aindicare alle Regioni di attuarla in una misura relativamente uniforme su tutto il territorio nazionale.

E’ stato pure richiesto di conoscere se le regioni, in quanto competenti nel campo sanitario, erano state informate e coinvolte.

E’ stato fatto presente che la sorveglianza sanitaria doveva essere preceduta dal registro degli esposti e dalle indicazioni per la sua formazione. E’ stato pure sottolineato che il Ministero, anche se in mancanza di leggi specifiche, avrebbe potuto stabilire che i riconoscimenti delle malattie professionali effettuati dalle A-USL avrebbero dovuto essere ritenuti validi da qualsiasi altro ente INAIL compreso. Se inoltre si sarebbe dovuto tenere conto della condizione delle vedove di lavoratori deceduti per malattie asbesto correlate molte delle quali, per meccanismi legislativi complessi, finiscono per non avere alcuna rendita o contributo.

E’ stato anche fatto presente che, dai documenti forniti dal ministero ai sindacati, quindi al CNA, risulterebbe che i Centri di Riferimento per l’Amianto, soprattutto terapeutici e riabilitativi, sono posti solo al Nord Italia.

Sulla ricerca clinica con particolare riferimento alle terapie per il mesotelioma è stato chiesto a che punto fosse, e quali siano i finanziamenti, per chi e in quali modalità sarebbero stati erogati.

Infine è stato chiesto di avere copia del PNA non appena fosse disponibile. E’ stato pure

sottolineata la necessità che il CNA con qualche suo rappresentante partecipi al Gruppo di Monitoraggio che verrebbe istituito fra Ministero (o Ministeri), sindacati e quindi CNA per seguire il Piano in tutte le sue fasi applicative.

Le risposte che sono state date non sempre sono state precise, ma grosso modo si è capito che:

– I ministri dell’ambiente e del lavoro non hanno fornito la loro parte del piano

(era peraltro stato sottolineato dal CNA che si riteneva dovesse essere il

ministero della salute il coordinatore per la stesura di tutto il PNA); è stato

aggiunto che, forse, molto in forse, poteva darsi che sarebbero state inserite

anche le parti sull’ambiente e sui risarcimenti-previdenza, prima della sua

presentazione formale che dovrebbe esserci nei primi giorni di marzo a Casale

Monferrato(ciò è stato confermato anche questa mattina all’aula magna del

Tribunale di Torino dove si è svolto un incontro dopo la prima udienza del

processo d’appello contro ETERNIT, dall’AFEVA insieme alle associazioni

ANDEVA (Francia) e ABEVA (Belgio), associazioni che in numero cospicuo

(qualche centinaio) hanno attraversato l’Europa per essere presenti al processo.

– Al processo stesso erano presenti Armando Vanotto, parte civile per AIEA e

il sottoscritto parte civile per MD).

– Il Ministero ha scelto di non interpellare immediatamente le Regioni in quanto

l’iter avrebbe comportato tempi lunghi, incompatibili con le promesse di avere

un PNA all’inizio dell’anno. Successivamente si sarebbero fatti incontri con le

regioni.

– Ancora è stato spiegato che i progetti di ricerca sono già stati in parte

finanziati: quelli del 2012 utili per il 2013, e quelli del 2013 per il 2014. Alle

Regioni poi spetterebbero finanziamenti cospicui – è stato detto 25 milioni di

euro – forniti, non a pioggia, ma in relazione alla presentazioni di precisi

progetti.

– Il riferimento nazionale per il giudizio sui progetti di ricerca è stato definito

come punto principale, ma non unico, all’Ospedale S. Luigi di Orbassano – Torino,

con l’intenzione di estendere la rete a livello europeo e internazionale.

– E’ stato affermato che il diritto alle cure è stabilito nei LEA, quindi al Nord

come al Sud tutti hanno i medesimi diritti. In altri termini è stato evitato di

entrare nel merito delle differenze fra regioni, quindi delle difficoltà maggiori

che si hanno al sud, confermate invece dalle migrazioni sanitarie note a tutti.

– Anche i problemi relative alle competenze comuni fra i ministeri non sono stati

esaurientemente affrontati e tanto meno quelli che richiederebbero

modificazioni di carattere legislativo.

Si può dire, in conclusione che è stata aggiunta una nuova tappa nel percorso per

affermare la necessità dell’eliminazione dell’amianto, che siamo ancora lontani dalla

realizzazione piena di quanto abbiamo chiesto, che sono stati stimolate altre richieste e

rivendicazioni che ci dovranno vedere impegnati nei prossimi mesi, anche nella speranza

di un possibile cambiamento politico:

ad esempio (ovviamente da confermare dopo discussione):

– Stabilire un incontro del CNA in occasione della presentazione del piano al fine di

discutere nel merito di quello che effettivamente c’è scritto;

– Chiedere un incontro al presidente degli Assessori alla Sanità (Assessore alla

sanità del Veneto) per capire come le regioni intendono operare sulla sorveglianza

sanitaria, sul percorsi di informazione e terapuetico-riabilitativi per i pazienti con

patologie asbesto correlate; sull’utilizzo dei fondi di ricerca, quindi su quali progetti

intendono puntare,

– Rafforzare e definire con i sindacati il gruppo di monitoraggio del PNA e, definirne

pure l’operatività:

– Stabilire – organizzato dal CNA – aperto a tutti un convegno sull’INAIL (fine

marzo?) per analizzare in modo dettagliato l’attività di questo istituto nei rapporti

con i lavoratori e, pensare, ad una sua eventuale riforma da istituto assicurativo ad

altra forma che deve essere individuata.

– Stabilire forme di mobilitazione o altre iniziative in occasione della giornata del 28 di

aprile.

NB: senza ombra di dubbio il CNA è solidale con gli ex esposti di Francia

e Belgio che sono in lotta per ottenere giustizia nei loro paesi.

Milano, 14 febbraio 2012

Fulvio Aurora

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