MD E AIEA RICONOSCIUTI PARTE CIVILE PROCESSO CONTRO ANSALDO

In data odierna il Giudice del Tribunale di Milano,  la Dottoressa  Cannavale  ha riconosciuto Medicina Democratica  e Associazione Italiana Esposti Amianto parte civile nel procedimento contro ANSALDO – FRANCO TOSI DI LEGNANO.

PERTANTO IL PROCESSO CONTINUA NEI CONFRONTI DEGLI 8 EX MANAGER CONSIDERATI RESPONSABILI PER LA MORTE DI 33 OPERAI CAUSA MESOTELIOMA PLEURICO.IL GIUDICE DELL’UDIENZA PRELIMINARE AVEVA RESPINTO LA PRIMA RICHIESTA, MA LA TENACIA DELL’AVVOCATO DI MD E AIEA – LAURA MARA – HA AVUTO RAGIONE E HA DETERMINATO IL CAMBIO DI ROTTA DEL GIUDICE DEL DIBATTIMENTO.

Il giudice dell’Udienza Preliminare, dott.ssa Manuela Scudieri, ha rinviato a giudizio i componenti del consiglio di amministrazione della Breda Termomeccanica di Sesto San Giovanni, responsabili nel periodo 1973-1985 della morte di 11 operai per mesotelioma pleurico causa l’esposizione all’amianto.

L’accusa – grave – è di omicidio colposo: non è stata tutela l’integrità fisica dei lavoratori, non sono state messe in atto tutte le misure necessarie per evitare la contaminazione della “fibra killer”. In altri termini la legge e la scienza, ambedue chiare e conosciute sono state messe da parte in nome del profitto.
Il processo entrerà nel vivo a partire dalle ore 11 del 26 settembre 2014 (Sez. 9, aula 9).
Ci saranno le parti civili fra cui Medicina Democratica e AIEA (Associazione italiana esposti amianto) difesa dall’avv. Laura Mara che si è battuta – ed ha ottenuto – il suo riconoscimento. L’ avv. Mara ha anche difeso il Comitato per la salute nei luoghi di lavoro e sul territorio di Sesto San Giovanni che pure è stato accettato fra le parti civili e che conta fra suoi membri molti ex lavoratori della Breda alcune dei quali malati e deceduti.

A Milano Medicina Democratica è presente, come parte civile, in diversi procedimenti giudiziari, la cui difesa è affidata all’avv. Laura Mara: oltre alla Breda, anche alla Pirelli (due procedimenti), all’Alfa Romeo di Arese, alla ex ENEL di Turbigo. Le vittime sono diverse decine di operai ex esposti impunemente all’amianto. I responsabili sono i componenti dei consigli di amministrazione nei periodi stabiliti dall’accusa, che rivestono, come si dice, una posizione di garanzia.

Si chiede giustizia per le vittime, ma si vuole fare prendere coscienza alle istituzioni, ai sindacati, agli altri lavoratori e alla popolazione che le morti operaie per esposizioni a sostanze tossiche e cancerogene non sono accettabili. Non sono accettabili nemmeno in un periodo di crisi e di ristrettezze economiche, in cui, senza esplicitamente affermarlo, si allentano – si semplificano – i controlli, si tende nel rapporto salute e lavoro a mettere in secondo piano la salute, quindi a perpetrare i crimini (morti e malati) che appariranno ad anni e a volte, come nel caso dell’amianto, a decenni di distanza.
Dobbiamo dire basta: basta alle esposizioni nocive lavorative e ambientali, basta con il precariato, con i ricatti, basta con i silenzi e con quelle misure legislative e amministrative che non modificano, anzi mantengono tale situazione.
Non ultimo basta anche da parte dell’Istituto Assicuratore – INAIL – agli ostacoli posti al riconoscimento delle malattie professionali, pur di fronte all’evidenza.

Milano 07.06.2014

Medicina Democratica nazionale

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