RIAPERTURA DEI TERMINI E BENEFICI PREVIDENZIALI: AUDIZIONI ASSOCIAZIONI

Alle ore 9 del 18 ottobre 2018 la Commissione Lavoro ha svolto le audizioni dei rappresentanti dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), dell’Associazione italiana esposti amianto (Aiea), dello Sportello amianto nazionale e dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni in materia di riconoscimento di benefici previdenziali in favore di lavoratori esposti all’amianto.

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LETTERA INTRODUTTIVA RELAZIONE AIEA

Sig. Presidente Commissione Lavoro Pubblico e Privato

Sig.ri membri della Commissione Camera dei Deputati Roma

Oggetto: Audizione informale delle associazioni degli esposti e delle vittime dell’amianto del 18/10/2018

 

Egregio Presidente, Egregi onorevoli,

In relazione all’audizione informale di cui all’oggetto, la nostra associazione vi chiede di prendere in considerazione quanto di seguito esposto:

l’AIEA, fondata a Casale Monferrato nel 1989, ha seguito da allora tutte le vicende relative all’amianto: dagli effetti epidemiologici per la sua esposizione fino ai benefici previdenziali per i lavoratori ex esposti. Fra l’altro ha contribuito alla costruzione di quella che è poi stata la legge 257/1992 di messa al bando dell’amianto predisponendo un testo apposito presentato dall’on. Bianca Guidetti Serra (n. 5016/1990).

La materia di cui si tratta, oggetto degli atti parlamentari da cui è partita la convocazione dell’audizione, tratta, a nostro avviso, più che di benefici, di risarcimenti tardivi per quelle lavoratrici e lavoratori che sono stati impunemente esposti alla famosa fibra killer dell’amianto. Lo scopo era infatti quello di riconoscere una riduzione del periodo di lavoro a chi avrebbe potuto subire gravi effetti sulla sua salute e sulla sua vita.

Nel corso del tempo varie vicende si sono frapposte all’attuazione della legge, ad esempio la mancanza di informazione a tutti i possibili beneficiari, oppure il suo utilizzo in funzione di ristrutturazioni aziendali non sempre legate alla presenza di amianto e ancora norme restrittive non suffragate da prove scientifiche (cfr: riconoscimenti solo se si riscontrano livelli superiori alla 100 fibre/litro per 8 ore al giorno) o da termini perentori per presentare le richieste di riconoscimento.

Ora gli scriventi ritengono, come del resto evidenziato dagli onorevoli che hanno presentato mozioni in proposito che per primo sia necessario riaprire i termini per presentare o ripresentare le richieste con un ampio margine di chiusura e previa informazione generalizzata a tutti i cittadini mediante tutti i mezzi di informazione. Per ciò stesso gli scriventi propongono, a partire dalla lunga esperienza dell’associazione e nello specifico dalle numerose vertenze giuridiche proposte e giunte a sentenza, un documento finale in allegato per la rivisitazione di tutta la materia. In particolare però richiedono un intervento immediato su due casi che devono essere al più presto risolti:

 

  1. Il Caso ISOCHIMICA di Avellino dove si sono contate 25 morti per amianto e circa 250 lavoratori colpiti da malattie professionali. I lavoratori rimasti, al seguito della chiusura della fabbrica, faticano a trovare un nuovo lavoro a causa della loro provenienza (ex esposti all’amianto) e non possono ottenere il pensionamento per il decreto del Ministero del Lavoro del 29/04/2016 (G.U. n.134 del 10/06/2016) che come ha sostenuto il TAR Lazio andava oltre il contenuto della norma primaria restringendo pesantemente la platea dei beneficiari. La richiesta è quindi quella di abrogare tale decreto, come già richiesto con lettera che alleghiamo, inviata nel mese di ottobre al Ministro del Lavoro Di Maio con oggetto : Grave situazione dei lavoratori dell’ex Isochimica di Avellino.
  2. Il secondo caso riguarda la Sardegna, per la precisione gli stabilimenti ex Enichem di Ottana Assemini e Porto Torres dove inspiegabilmente è stata negata dall’INAIL la presenza di amianto e dove si è già occupata la Commissione sugli infortuni e malattie professionali (Commissione Fabbri) della precedente legislatura: si tratta di portare avanti l’impegno di approvare l’apposito Atto di indirizzo ministeriale, come spiegato nel documento allegato. Si sottolinea che si tratta – a luglio 2017 – di 126 morti per amianto “non ufficiali” che vanno invece riconosciuti, come va dato corso alle domande di riconoscimento dei diritti di legge per la tutela previdenziale e sanitaria. Si devono anche considerare le famiglie dei morti per amianto prive di necessarie tutele. Come poi esplicitato nell’allegato diventa indispensabile l’ambito dei riconoscimenti delle malattie professionali e dei benefici previdenziali dai Dipartimenti delle A-USL.

 

Si ringrazia per l’attenzione e si inviano i migliori saluti

Per l’AIEA, la presidente: dott.ssa Maura Crudeli e il Vicepresidente Mario Murgia

Roma 18 ottobre 2018

DOCUMENTI ALLEGATI:

Lettera introduttiva per l’audizione informale.

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