PROCESSO PIRELLI AIEA RICONOSCIUTA PARTE CIVILE

MORTI PER AMIANTO IN FABBRICA:

UN ULTERIORE RICONOSCIMENTO PER MEDICINA DEMOCRATICA  E  ASS.ITAL.ESPOSTI AMIANTO

Nell’udienza di ieri  – 6 maggio – davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Milano (dott.ssa Gatto),  Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute – onlus, l’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA)- onlus e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni, tutti difesi dall’avv. Laura Mara, sono stati riconosciuti parte civile nel procedimento (II troncone) contro gli imputati di Pirelli Spa di Milano.

Ogni volta viene compiuto un grosso lavoro che comporta tempo e denari.

Vengono depositati diversi faldoni contenenti le schede di identità (la storia e la giurisprudenza) delle diverse associazioni comprensive delle ragioni per cui si chiede il riconoscimento (che non ci stanno in una grossa valigia).

Ogni volta gli avvocati delle difese, nonostante i  documenti presentati, l’arringa puntuale e dettagliata dell’avvocato Mara, chiedono l’esclusione di tutte le associazioni. Domanda che regolarmente il giudice respinge.

A Milano   sono aperti diversi procedimenti in tema di amianto, alcuni già avanzati, come quello contro ENEL di Turbigo; altri appena iniziati, ma tutti che riguardano decine di morti dovuti all’esposizione alla fibra killer: contro Ansaldo-Franco Tosi di Legnano, contro Alfa Romeo di Arese, contro Breda di Sesto San Giovanni.

Si chiede giustizia: la malattia e la morte sopravvenuta per centinaia di operai (a volte anche di famigliari e cittadini) dimostra come la vita di costoro era tenuta in alcuna considerazione. E’ questo è il problema, ormai nessuno può più dire che una volta non si sapeva. E allora per giustificarsi inventano altre teorie come quella della prima ed unica esposizione necessaria alla contaminazione.

La giustizia che sopraggiunge, e non sempre, dopo anni, non basta. Per fare cessare gli attentati alla vita e alla salute di milioni di lavoratori che continuano ad essere sottoposto al  ricatto: o il lavoro o la salute, occorre porsi il problema del  fondamento della società. Il profitto come scelta e responsabilità individuale e politica deve finalmente essere messo in discussione.

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