PROCESSO ENEL A LARDARELLO

Parte il processo per le presunte vittime dell’amianto all’impianto geotermico di Larderello (Pomarance): la Procura generale presso la Corte di appello di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque ex dirigenti delle società che hanno gestito l’impianto negli anni. Enel potrebbe essere chiamata come responsabile civile della morte di sei ex lavoratori della centrale geotermoelettrica di Larderello  deceduti dopo essere stati colpiti da mesotelioma pleurico causato dall’amianto. Il giudice del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipolletta, nell’udienza preliminare per il procedimento che vede imputati 5 ex dirigenti della società, ha accolto la richiesta delle parti civili, assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, secondo quanto previsto dall’articolo 83 del Cpp. Secondo l’accusa, che ha chiesto il rinvio a giudizio, gli ex dirigenti (Anselmo Giovannoni, Guido Palmerini Civis, Franco Luccioni, Bernardino Billi e Carlo Menichelli) “omettevano di attuare le misure di prevenzione, di rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui erano esposti e di portare a loro conoscenza i modi di prevenire i danni derivanti dall’esposizione all’amianto”. Le tre morti per mesotelioma pleurico su cui si basa il caso sono di operai dell’impianto geotermico, e sono avvenute nel 2002 e nel 2006. “Chissà quanti altri si sono ammalati e quanti si ammaleranno”, affermano dall’Osservatorio nazionale amianto. I familiari si sono costituiti parte civile. Il caso non è nuovo: le prime indagini risalgono al 2009. Oggi, mercoledì 21 gennaio, si è tenuta l’udienza preliminare. L’inchiesta risale al 2009. La procura di Pisa aveva chiesto l’archiviazione: i familiari si erano opposti e avevano presentato un esposto alla procura generale di Firenze. L’allora procuratore generale Beniamino Deidda aveva avocato l’inchiesta che ora ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. L’avvocato Bonanni ha chiesto al gup di autorizzare la chiamata in causa di Enel – insieme con gli imputati – per rispondere di tutti i danni subiti dalle vittime. Il giudice ha fissato la prossima udienza per il 26 marzo.

Condividi: