PIANO NAZIONALE AMIANTO

Un momento storico, atteso da oltre trent’anni, al quale era presente anche il Ministro della Salute Renato Balduzzi; approvato il 21 marzo scorso, il Piano si pone nobili obiettivi di cura, conoscenza, informazione e bonifica sul tema amianto.

“Abbiamo risollevato la questione dei danni dell’amianto da un certo oblio, mentre dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione per vincere una battaglia molto difficile come quella della ricerca”. Lo ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, introducendo la mattina dell’ 8 aprile l’incontro di presentazione del Piano nazionale amianto, a Casale.”Negli ultimi vent’anni – ha detto Balduzzi – non erano stati fatti molti passi avanti e abbiamo voluto dare una svolta, consentendo a tutti gli specialisti, non solo a livello nazionale, di lavorare insieme. Per questo abbiamo posto il problema a livello europeo e l’Italia è diventata il punto di riferimento del cammino europeo su questi temi, avendo avuto il mandato di organizzare la rete europea dei centri nazionali di riferimento per quanto riguarda la cura e la ricerca sul mesotelioma pleurico”.

Il ministro ha anche messo in evidenza la “disinformazione” che “nel mondo” sta ancora caratterizzando il tema, specificando che “tutto l’amianto è considerato dalla comunità scientifica internazionale come pericoloso” e che “non esistono un amianto ‘buono’ e uno ‘cattivo'”. “Abbiamo coinvolto l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro di Lione e l’Organizzazione mondiale della Sanità – ha concluso Balduzzi – perché non dobbiamo farci strumentalizzare”. Il Piano nazionale amianto è diviso in tre macroaree che riguardano tutela della salute, tutela ambientale, sicurezza del lavoro e tutela previdenziale.

In particolare i settori di intervento della macroarea tutela della salute hanno come obiettivi quello di migliorare la conoscenza epidemiologica dei fenomeni e delle loro dimensione sul territorio nazionale, anche coinvolgendo gli altri Paesi dell’Unione europea. Altri obiettivi sono quelli di migliorare la qualità di valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria, quello di migliorare la conoscenza della suscettibilità individuale alle diverse patologie asbestosi correlate e le capacità di diagnosi precoce anche con la costituzione di banche di campioni biologici e l’identificazione di marcatori biologici di diagnosi precoce, mettendo sempre in rete le risorse scientifiche disponibili nei diversi stati membri. Il piano, in questo settore, prevede inoltre, l’attivazione di percorsi di cura e riabilitazione anche mirati al sostegno psicologico.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL PIANO NAZIONALE AMIANTO

piano nazionale amianto

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