CNA PRESENTE A ROMA PER UDIENZA CONSIGLIO DI STATO

La sentenza del TAR del Lazio e la memoria depositata al
Consiglio di Stato per conto nostro dall’avv. Alessandra Mari.

25.06.09 sentenza tar del lazio amianto

AIEA – 2 Memoria CDS
Quella dei cosiddetti benefici previdenziali e’ una lunga vicenda molto combattuta e che ha avuto alterne vicende. Diciamo cd perché non si tratta di benefici, ma di risarcimenti. Gli ex  esposti all’amianto hanno una speranza di vita inferiore agli altri cittadini e lavoratori, stimata in 7-10 anni in meno.

E’ la legge 257/92 che ha messo al bando l’amianto che ha stabilito per  i lavoratori ex esposti per almeno 10 anni all’amianto la possibilità di chiedere di anticipare la pensione con un “abbuono”  della metà degli anni di esposizione. Una proposta che  era stata inserita nella legge predisposta da AEA e presentata dall’on.  Bianca Guidetti Serra (avvocato penalista), indipendente nelle liste di Democrazia Proletaria. La norma prevedeva che tutti gli  ex esposti potessero andare in pensione a 50 anni.

I risarcimenti sono stati istituiti e i lavoratori aventi diritto hanno  subito fatto le richieste dovute. Sono stati circa 600.000 coloro che hanno presentato domanda ed ancora oggi una parte di questi, circa 200.000 non ha avuto risposta; le risposte positive sono state  altre 200.000. le altre respinte. Le norme sui benefici sono state modificate nel tempo fino a stabilire la riduzione della metà del coefficiente (da 1,50 a 1,25), ma senza avere la possibilità di  anticipare la pensione, ma solo di avere una maggiorazione pensionistica.

Nel frattempo, considerando sia i tempi di elaborazione delle risposte, da parte dell’INAIL, che è stato da sempre, a nostro avviso,  indebitamente l’assegnatario del riconoscimento dei benefici, si è individuato su richiesta dei lavoratori un meccanismo di riconoscimento automatico  per una serie di lavoratori che avevano delle mansioni che certamente li  esponevano all’amianto, in aziende dove l’impiego dell’amianto era massiccio. I cosiddetti “Atti di indirizzo ministeriali” del Ministero del Lavoro.

Questi atti sono stati anche impiegati in funzione di ammortizzatori sociali. Alcune aziende si ridimensionavano o chiudevano e quindi i lavoratori andavano in pensione prima senza  perdere denari e le aziende erano ben contente di non pagare nulla.Alla fine un decreto ministeriale, già in periodo di crisi  è intervenuto per ridimensionare questo diritto, restringendo il campo a 15 aziende , sempre definendo quali dovessero essere le mansioni e quindi i  lavoratori interessati.

A tale decreto amministrativo l’associazione AIEA, nel 2008, servendosi allora dell’avv. E.Bonanni,  ha fatto opposizione, ottenendo nel 2009 una sentenza favorevole da parte del TAR del Lazio. Sentenza che è  stata impugnata da parte del Ministero del lavoro e dell’INAIL e che  ha portato all’udienza di domani, 17 dicembre, davanti al Consiglio di  Stato per la conclusione definitiva. Nel frattempo l’AIEA ha sostituito l’avvocato Bonanni con l’avv.  Alessandra Mari del Foro di Roma (avvocato amministrativista), che ha pure fatto ricorso sul medesimo argomento alla Corte Europea dei  Diritti dell’Uomo (CEDU).

Aggiungiamo infine che nella vertenza amianto promossa dal  Coordinamento Nazionale Amianto che ha visto una grossa mobilitazione da parte degli ex esposti con manifestazione davanti al  Parlamento l’8 di ottobre, si è avuto un incontro con il sottosegretario Jole Santelli, alla quale è stato chiesto di ritirare il ricorso ministeriale davanti al Consiglio di Stato; ricevendo una risposta possibilista.

AIEA ONLUS

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