CASSINO DICHIARA GUERRA ALL’AMIANTO

Il 28 maggio 2013 presso la sede dell’Associazione Centro dei Diritti al Campo Boario di Cassino, su iniziativa dell’associazione Aiea (Associazione Italiana Esposti Amianto), sezione di Cassino, presieduta da Salvatore Avella e Antonio Pontone, si è tenuta una riunione con la partecipazione di numerose associazioni e comitati della zona, tra cui ricordiamo Vas, Fiab, Fare Verde, Le Contrade, Le Nuove Contrade, Italia Nostra, Comitato Basta Eternit di Roccasecca, Comitato Solfegna Cantoni-Cerro-Ponte La Pietra, Associazione Pier Paolo Pasolini di Cervaro, Anpana Frosinone, Centro dei Diritti e della Solidarietà e di numerosi cittadini.
La riunione ha visto inoltre la partecipazione di alcuni amministratori tra cui l’assessore all’ambiente del Comune di Cervaro, Fausto Colella e del suo omologo al Comune di Cassino, Riccardo Consales, nonché del consigliere comunale Antoine Tortolano.
Oggetto della riunione, previa presentazione delle  attività dell’Aiea Onlus, è stata l’illustrazione della proposta di legge regionale presentata nel 2011 presso il Consiglio Regionale del Lazio su iniziativa di alcuni consiglieri per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto da siti pubblici e privati.
L’assise ha evidenziato la drammatica situazione che si trova a vivere tutto il territorio regionale per quanto riguarda le tematiche ambientale, per non rimanere con le mani in mano e attivarsi concretamente per arrivare alla risoluzione di tutte le criticità ambientali i partecipanti si sono proposti la costituzione di un coordinamento delle associazioni di zona per lo sviluppo di progetti su tematiche ambientali da portare all’attenzione di scuole, centri anziani, cittadini, istituzioni e quanti fossero interessati alle problematiche toccate.
Parole di viva soddisfazione sono state espresse dalla presidente regionale della Aiea Lazio, Maura Crudeli per la numerosa partecipazione riscontrata dall’iniziativa
e per il recepimento della necessità di avere presto una legge regionale che tuteli i cittadini dal rischio dell’esposizione all’amianto, causa di numerose malattie asbesto-correlate.
Durante la riunione è emerso come il problema maggiore è proprio quello della disinformazione dei cittadini sui rischi conseguenti all’esposizione alle fibre di amianto e la mancanza di risorse economiche per la bonifica dei siti inquinati e gli incentivi per le dismissioni dei manufatti in cementoaminato soprattutto delle coperture di tettoie, capannoni il più delle volte in stato di deterioramento con conseguente rilascio delle pericolose fibre nell’ambiente che, se inalate, provocano vari tumori tra cui  il mesotelioma pleurico, cancro causato dall’esposizione all’amianto. Nonché di numerose malattie dell’apparato respiratorio. Di qui la necessità di fare pressione sulle istituzioni regionali per ottenere una regolamentazione inerenti le procedure di bonifica, istituzione di un registro dei mesoteliomi, nonché una mappatura del territorio e la pianificazione impiantistica per il trattamento dell’amianto alle dovute distanze dai centri abitati. Argomento, questo, di scottante attualità visto il pericolo rappresentante dalla proposta di una società emiliana di impiantare nel territorio di Villa Santa Lucia un impianto di smaltimento di rifiuti pericolosi e non, tra cui anche l’amianto in un contesto densamente urbanizzato.

L’associazione si propone come sentinella ambientale onde prevenire ulteriori attacchi di bambe ecologiche in una zona già compremessa dal punto di vista ambientale per la presenza di termocombustori, discariche, insediamenti industriali e la presenza di numerosi punti sensibili quali scuole, cliniche, attività di ristorazione, emergenze archeologiche.

L’Aiea, con le altre associazioni che daranno vita al nascente coordinamento, ma soprattutto con la collaborazione degli enti locali, dovranno costituire nella zona un presidio permanente di monitoraggio di qualsiasi progetto che costituisca potenziale danno alla salute dei cittadini. Esiste già un registro nazionale e del Lazio sui mesoteliomi, Il Renam: l’Aiea chiede invece anche la costituzione di un registro degli esposti all’amianto.
Con ciò non siamo comunque sfavorevoli, in maniera preconcetta, alla istituzione di opifici o impianti di trattamento di stoccaggio anche pericoloso, purchè si tenga comunque conto del contesto in cui si vogliono realizzare determinate opere, si coinvolgano in primis i cittadini che potrebbero subire le conseguenze di tali insediamenti e che si osservino determinati standard di sicurezza per la tutela della salute dei cittadini e della pubblica incolumità. Situazioni che spesso vengono sottovalutate o non adeguatamente considerate.
SANDRO MARIANI
L’ INCHIESTA
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