AMIANTO LARDERELLO: INGIUSTIZIA E’ FATTA

PROCESSO AMIANTO LARDERELLO: ANCHE OGGI INGIUSTIZIA E’ FATTA

Processo amianto Larderello

Assoluzione con formula piena è stato il verdetto del giudice dott. Pietro Muraro del Tribunale di Pisa chiamato a pronunciarsi nei confronti degli imputati, già dirigenti dell ENEL di Larderello Guido Palmerini, Franco Luccioni, Bernardino Billi, Carlo Menichelli per non avere ottemperato alle leggi sull’igiene del lavoro e quindi producendo la morte degli operai Ameriano Cenci, Norberto Fulignate, Fosco Castelli, per mesotelioma pleurico. L’assoluzione era stata chiesta anche dal Pubblico Ministero dott. Sisto Restuccia.

Certamente attenderemo le motivazioni della sentenza prima di dare un giudizio definitivo, ma fin da ora possiamo dire che il clima costruito nel processo andava nella direzione di “questi processi in tema di amianto non si devono fare”; addirittura l’avvocato principale delle difese oltre ad attaccare pesantemente l’AIEA, unica associazione rimasta nel processo, ha fatto capire che le vittime, più che i morti per amianto. erano gli imputati. L’amianto era un materiale grandemente usato, di grande e comune impiego perché prendersela con chi ne aveva organizzato la produzione e lo impiegava?

Era arcinoto fin dagli anni ‘60 che l’esposizione all’amianto, specie nei luoghi di lavoro, poteva portare e, in non pochi casi portava al mesotelioma della pleura gli esposti. Basta un risarcimento per mettere una pietra sopra e chi è rimasto vittima?

Abbiamo visto e sentito nei processi, cui siamo in molti di essi presenti come parte civili, che vecchie e nuove teorie si inseguono: queste “frutto di artificio” (Cassazione n. 11128/15 Fincantieri Palermo) possono influire sulle sentenze.

CONTINUIAMO A SOSTENERE CHE I MORTI PER AMIANTO SONO DOVUTI ALLE REPONSABILITA’ DI CHI PER PROFITTO L’HA ESTRATTO DALLE MINIERE, LO HA COMMERCIALIZZATO, LO HA UTILIZZATO. NOI NON POSSIAMO TACERE!

Fulvio Aurora – Associazione Italiana Esposti Amianto

Milano, 07.06.2017

 

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