AFEVA SARDEGNA e AFEA ESULTANO PER LA VITTORIA AMARA

Coordinamento Amianto pro Comparto Difesa (CAD) prot. 035 / 2017
Alghero -La Spezia, domenica 24 dicembre 2017
L’INAIL non assumerà la competenza della valutazione del nesso di causalità dei danni alla salute subìti dal personale del comparto difesa e sicurezza nazionale!
Ieri, sabato 23.12.2017, il Senato della Repubblica ha votato il Disegno di Legge di bilancio di previsione dello Stato per il 2018, così come licenziato dalla Camera lo scorso giovedì 21 dicembre e pertanto è divenuto Legge senza contenere l’emendamento capestro fortemente voluto dall’On. Scanu e da molti, molti altri, parlamentari.
 Verrebbe da dire… Abbiamo vinto!
Si ! Abbiamo vinto una battaglia per niente facile e per niente scontata!
Eppur tuttavia non riusciamo ad esultare.
 Al momento, infatti, seppur grazie alla Nostra, collettiva, lotta NON-Violenta caratterizzata da un lungo SCIOPERO DELLA FAME in sit-in permanente avanti al Palazzo di Montecitorio protrattosi per 7 lunghi, freddi e a tratti piovosi, giorni, siamo riusciti a far da argine a una deriva pericolosa e devastante per tutto il personale del Comparto difesa e sicurezza nazionale, la situazione è rimasta come prima.
In estrema sintesi, abbiamo evitato il peggio ma gli atavici problemi sono rimasti tali e quali.
E non certo per nostra responsabilità.
La Commissione Uranio, Amianto, Radon ecc., ha fallito la missione affidatale dal Parlamento! Ha perso in credibilità istituzionale nel momento in cui dai lavori della stessa sono emerse condivise criticità (molte delle quali, peraltro, già segnalate e argomentate anche da questo CAD) alle quali non sono però seguite le auspicate, corrispondenti risposte, agognate anche dai familiari e dalle stesse Vittime portate in piazza o nelle aule di Montecitorio per supportare una Proposta di Legge (C. 3925/2016) che, va detto e ridetto, non contiene nè rigo nè un centesimo di euro per riconoscere alle vittime, e ai loro familiari, la dipendenza da causa di servizio delle malattie di cui soffrono o a causa delle quali sono morte, così anche per gli esposti e le vittime dell’amianto massicciamente presente sulle navi e nelle installazioni, ecc. ecc.
Nulla. Una pietra tombale sul pregresso, aggravata dalla previsione del transito al baratro dell’INAIL e dalla riduzione delle tutele.
La Commissione Uranio, Amianto, Radon ecc., a partire dal Suo presidente, ha perso in credibilità istituzionale nel momento in cui, nel corso di due lunghi anni, nessuno degli Onorevoli componenti la Commissione ha sentito l’esigenza di ascoltare il CAD, nonostante sia stata opportunamente e tempestivamente chiesta l’audizione, sia in termini formali che informali, come pure direttamente nel corso di pubblico Convegno, arrivando poi a chiedere un tardivo, vacuo e inconcludente incontro coi referenti del CAD, solo dopo aver saputo dell’avviato SCIOPERO DELLA FAME !
Non Basta.
Hanno perso credibilità, sia politica che l’umana credibilità istituzionale, su cui si fondano i delicati rapporti sociali tra chi opera “sul campo” e chi si propone di rappresentarne le istanze in Parlamento, quei Parlamentari che, per anni e taluni anche per più legislature, hanno sottoscritto o addirittura depositato a prima firma, Disegni e Progetti di Legge agitati poi in riunioni, comunicati stampa, convegni, assemblee, e persino davanti a lavoratori e vedove di questi, affermando che l’ente accertatore dei danni da amianto e delle esposizioni ad amianto non può essere l’INAIL, che è questo è un Ente economico in pieno conflitto di interesse in quanto accertatore –quando e se accerta- e pagatore del danno subito dalla generalità dei lavoratori.
In quei Disegni e Progetti di Legge, questi Parlamentari affermano che deve essere il Servizio di Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL ad accertare le patologie, oppure l’INAIL, e nel caso del Comparto difesa e sicurezza, che le esposizioni qualificate ad amianto sono accertate dai Curriculum lavorativi, che assumono il rango di Certificato emesso dai ministeri di appartenenza, e che le patologie sono accertate dalle CMO e dal CVCdS, forniti però di adeguate coperture normative!
In pratica, in questi Disegni e Progetti di Legge e a parole, questi Parlamentari, per un verso hanno sempre affermato che l’INAIL NON è garanzia di laicità e terzietà nemmeno nei confronti della generalità dei lavoratori tutelati storici e, per l’altro verso, in questa specifica vicenda si sono al contrario adoperati, con populisti ragionamenti diametralmente opposti, per attribuire proprio a quella stessa vituperata INAIL la competenza della valutazione dei danni subiti dal personale dell’intero Comparto difesa e sicurezza nazionale!
Ha perso credibilità, ed è destinato alla indifferenza collettiva e all’oblio, chi pur potendo non ha operato per il bene, il benessere, il rispetto e l’affermazione dei diritti di tutto il Comparto difesa e sicurezza nazionale.
Una vittoria amara, dunque. Che ha visto perdere anche chi è stato alla finestra.
GRAZIE
A chi ha compreso e supportato le RAGIONI del dissenso che ha costretto, leggasi costretto, i referenti del CAD a porre in atto con determinazione la crudezza di una lunga lotta civile NON-violenta, ad andare in piazza per affermare con convinzione un secco e incondizionato NO ALL’INAL, per CHIEDERE DI ESSERE ASCOLTATI, per affermare pubblicamente che sul Comparto difesa e sicurezza c’è SI bisogno di intervenire, ma che non è l’INAIL la soluzione !
GRAZIE
-A quanti pur NON potendo ci hanno supportato e in silenzio operoso si prodigati per il bene, il benessere, il rispetto e l’affermazione dei diritti di tutto il Comparto difesa e sicurezza nazionale;
-A quanti sono consapevoli, o hanno preso ora consapevolezza, della delicatezza e importanza del ruolo e degli importantissimi e delicati compiti affidati al personale del Comparto Difesa e della Sicurezza Nazionale e dei correlati impieghi in attività estremamente usuranti;
A quanti hanno compreso e supportato a voce e con scritti le RAGIONI del dissenso, a chi con la divulgazione e condivisione dei post, degli aggiornamenti, dei video-appelli, su ogni mezzo di comunicazione disponibile, ha partecipato e messo in atto un importante atto politico collettivo di solidarietà e vicinanza alle RAGIONI del dissenso;
A quanti hanno aderito allo SCIOPERO DELLA FAME A STAFFETTA;
-A don Vigo, prete, marinaio e soldato che ci ha supporto e sempre ricordato nel corso delle messe che svolgeva nelle sue quattro parrocchie;
A quanti, tra i giornalisti e le varie testate giornalistiche, hanno dato con tempestività voce e coerente spazio alle RAGIONI del dissenso;
-A quanti, in particolare, si sono posti al nostro fianco, mettendoci LA FACCIA
Tra questi ricordiamo:
  • – Salvatore Nania, presidente del CNA – Il Coordinamento Nazionale che raggruppa oltre cinquanta Associazioni di Vittime dell’amianto di tutta Italia-;
  • Maura Crudeli, presidente AIEA onlus nazionale -Associazione Italiana Esposti Amianto-;
  • Fabrizio Protti, presidente SAN – Sportello Amianto Nazionale-;
  • Fulvio Aurora e altri, MD -Medicina Democratica-;
  • Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni;
  • Maurizio Cardellini e altri,di AIEA onlus Toscana -Associazione Italiana Esposti Amianto-;
  • Bruno Pesce, Pietro Condello, Franco Maroni e altri di AFeVA Casale Monferrato;
  • Vito Totire, presidente AEA onlus nazionale – Associazione Esposti Amianto-;
  • Isidoro Bonfà, Capo Ufficio del Servizio Programmazione Bonifica Siti inquinati, Inquinamento Diffuso e Geologia Ambientale di Roma Capitale;

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GRAZIE
-Alla sig.ra Presidente della Camera, Laura Boldrini, che per voce del Suo Consigliere politico, dott. Carlo Leoni, ha ascoltato le RAGIONI del dissenso;
Ai gruppi politici di tutta Italia e loro componenti, ai gruppi Parlamentari e ai Parlamentari di ogni schieramento politico- che ci hanno ricevuto, ascoltato e, siamo sicuri, tenendo a mente che le Forze Armate appartengono allo Stato, agito con responsabilità Istituzionale;
Al Governo che non ha dato seguito ad iniziative legislative che tendono alla banalizzazione dello Status di militaree che mortificano la riconosciuta specificità del ruolo svolto dal personale del Comparto difesa e sicurezza nazionale.
Concludiamo con un monito, un impegno e un augurio
il monito
Questa è un epoca in cui, nella Nostra Repubblica democratica, fondata sul lavoro, dopo aver pagato in erosione dei diritti fondamentali e con la perdita della salute e della vita, gli schiaffi in faccia non si prendono solo nei tribunali. L’esperienza vissuta e qui narrata suggerisce che la scelta degli interlocutori parlamentari a cui affidare la rappresentazione delle istanze nelle opportune sedi Istituzionali deve essere ben meditata e ponderata con maggiore attenzione.
l’impegno
Opereremo con forza e determinazione affinché i prossimi Governo e Parlamento che avranno l’onere e l’onore di guidare il nostro Paese attuino entro il 2018 un puntuale, complessivo, intervento legislativo CHIARO, GIUSTO ed EQUO che, senza l’erosione di quelli già riconosciuti, affermi con atti concreti i diritti ora negati ai militari e i civili del Comparto Difesa e della Sicurezza Nazionale esposti e vittime dell’amianto e degli altri fattori nocivi che hanno minato la salute dei leali servitori dello Stato, restituendo così dignità al Patto, siglato col Giuramento tra lo Stato e la Sua migliore gioventù, di assoluta e incondizionata Fedeltà alle Istituzioni Repubblicane, alla Costituzione e alla Repubblica sino all’estremo sacrificio, se necessario.


l’augurio
E’ stata persa un’occasione storica per guadagnare in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro senza dimenticare le Vittime. C’è dunque ancora molto da fare.
Ci auguriamo, e opereremo in questa direzione, che in un prossimo futuro possano maturare fattivi momenti di dialogo con nuovi, generosi, leali e lungimiranti interlocutori che abbiano a cuore il bene, il benessere, il rispetto e l’affermazione del diritto alla Salute dei cittadini e di tutti lavoratori, senza dimenticare il personale militare e civile di tutto il Comparto difesa e sicurezza nazionale, che in silenzio operoso e con enorme dignità e professionalità garantisce per mare, per terra e per aria, entro e fuori confini nazionali, la sicurezza e l’integrità territoriale e politica della nazione e la sua sicurezza in tempo di pace e di guerra.
Buone feste e un meraviglioso duemiladiciotto a voi e ai vostri cari.
Salute e buon vento!
Coordinamento Amianto pro Comparto Difesa
f.to AFeVA Sardegna                                                         f.to  AFEA nazionale
      Salvatore Garau                                                              Pietro Serarcangeli
Coordinamento Amianto pro Comparto Difesa, più brevemente CADcomposto dalla AFeVA Sardegna e dalla AFEA, è stato costituito con il fine di stabilire una univoca, unitaria, coordinata e incisiva azione tra le Associazioni di Vittime dell’Amianto in difesa dei diritti dei militari e dei civili del Comparto Difesa e della Sicurezza Nazionale esposti e vittime dell’amianto e degli altri fattori nocivi, e dei familiari di questi, per la rivendicazione e l’affermazione dei diritti ora negati, senza l’erosione di quelli già riconosciuti al predetto personale e ai loro familiari,
Contatti CAD
A.FeV.A Sardegna ONLUS
Associazione Familiari e Vittime Amianto Sardegna
c/o Garau Salvatore, Via Azuni, 39 07041 Alghero (SS)
tel e fax 079 970103 — cell. 347 5234072
A.F.E.A Onlus Mario Barbieri
Associazione Famiglie Esposti Amianto
C/O Serarcangeli Pietro – Cell. 366 2644096
Via Cisa Sud, n. 196 – 19037 Santo Stefano di Magra (La Spezia)
A.F.eV.A. Sardegna Onlus
Associazione Familiari e Vittime Amianto Sardegna Onlus
Iscritta al n. 2157 del R.G.V della R.A.S., Codice Fiscale 92130010900-
c/o Garau Salvatore
Via Azuni, 39
07041 Alghero (SS)
tel e fax 079 970103 -/- cell. 347 5234072
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