A POLICORO SI MANIFESTA CONTRO LE TRIVELLE NELLO IONIO

 “LE ISTITUZIONI CI SONO, IL POPOLO NO” Le istituzioni ci sono, i cittadini no: a Policoro la manifestazione contro le trivelle nello Jonio finisce tra urla e fischi. Nel giorno della protesta il ministro Guidi risponde a Latronico, deputato lucano di Forza Italia, dicendogli: noi andiamo avanti, il governo non fa alcun passo indietro rispetto alle estrazioni petrolifere nello Jonio e nel Golfo di Taranto. 

http://www.associazioneespostiamiantovalbasento.it/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=921&tmpl=component&format=raw&Itemid=55

http://www.lasiritide.it/art.php?articolo=11237

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/01/basilicata-sblocca-italia-o-sblocca-trivelle-perche-il-pd-non-ricorre-alla-corte-costituzionale/1242829/

 

VOGLIAMO RICORDARE A CHI HA LA MENTE OFFUSCATA DAL PETROLIO CHE GLI AMBIENTALISTI, LE ASSOCIAZIONI NON HANNO COLORE POLITICO NE TANTOMENO SINDACALE, SONO SEMPLICI CITTADINI CHE OGNI GIORNO TOCCANO CON MANO GLI EFFETTI DELL’INQUINAMENTO ED AIUTANO I PROPRI CONCITTADINI O I LORO FAMILIARI A RIVENDICARE I LORO DIRITTI PER LE CONSEGUENZE PATOLOGICHE CHE INCONSAPEVOLMENTE HANNO CONTRATTO.

QUALCUNO, STRUMENTALIZZANDO LA CONTESTAZIONE DELLE CENTINAIA DI FISCHIETTI ROSSI, GIALLI E VERDI, INNEGGIANDO “BELLA CIAO” ASSIEME AGLI ALTRI GOVERNATORI HA LANCIATO CON CIO’ SEGNALI DI SFIDA ALLE ISTANZE SOCIALI SQUISITAMENTE DEMOCRATICHE.

ALLA MANIFESTAZIONE TRA LE VOCI FUORI DAL CORO C’ERANO ANCHE LE ASSOCIAZIONI “NO TRIV, LEGAMBIENTE, ISDE, AIEA E MEDICINA DEMOCRATICA”, CHE SI MUOVONO IN ASSOLUTA CONTINUITA’ CON QUELLO CHE GIORNALMENTE FANNO PER LA TUTELA  DELL’AMBIENTE E NELL’AIUTARE I PROPRI CONCITTADINI.

SOLO IN BASILICATA L’AIEA VBA HA AIUTATO 500 FAMIGLIE, HA CHIESTO RIPETUTAMENTE UN DECISIVO INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI REGIONALI PER AIUTARE LE CENTINAIA DI VEDOVE DELLA VAL BASENTO, VITTIME DI UNA INDUSTRIALIZZAZIONE CHE HA LASCIATO SOLO CROCI ED INQUINAMENTO NEL TERRITORIO. FINORA CI SONO STATE SOLO PAROLE E PERDITE DI TEMPO ANZICHE’ ATTI CONCRETI.

CI CHIEDIAMO COM’E’ POSSIBILE CHE IN UNO STATO DEMOCRATICO UNA MOZIONE APPROVATA ALL’UNANIMITA’ IL 14 OTTOBRE 2014 DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA PER SOSTENERE LA RICHIESTA DI ATTO DI INDIRIZZO MINISTERIALE PER I LAVORATORI DELL’EX ANIC/ENICHEM DI PISTICCI SCALO, GIACCIA ANCORA TRA I FASCICOLI DORMIENTI ED IL GOVERNATORE VERBALMENTE AFFERMI CHE NON CONOSCE IL PROBLEMA.

Chiediamo ai Sindaci delle aree interessate alle estrazioni petrolifere e dei SIN della Val Basento che pubblichino il Referto Epidemiologico Comunale (REC) o  Esame Epidemiologico della Popolazione Comunale.  Il REC è basato su prove VERIFICABILI da cittadini, giornalisti, medici e dalla Magistratura; Il REC deve essere  certificato automaticamente dall’ente pubblico, come evidenziato di seguito da Valerio Gennaro.

 

Da: Valerio Gennaro, IRCCS Azienda Ospedale Università San Martino, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST), Genova

Data: 03/07/2015 19:26:40

il REC è’ una forma di intervento preventivo proprio che mi aiuta a capire quale/quanta parte di malattia devo (da adesso) prevenire in quella popolazione.

Premessa: ogni popolazione ha un valore standard “atteso” di salute. Alcune popolazioni viaggiano con valori migliori o peggiori (o normali) rispetto allo standard.

L’eccesso di casi di patologia rilevabile in una popolazione mi aiuta a comprendere quali/quanti sono le patologie da prevenire e, soprattutto, mi aiuta a comprendere quali possono essere le cause di tali patologie (ambientali, lavorative, socio-economiche, stili di vita, alimentari, ecc.).

In altre parole il REC può “certificare” lo stato di buona salute oppure di grave malattia dell’intera comunità ( o sue parti).

Se non ho un REC, non so come sta la popolazione. Il REC è basato su prove VERIFICABILI da cittadini, giornalisti, medici e dalla Magistratura;

Il REC è certificato automaticamente dall’ente pubblico;

Il REC permette di sapere quanti/quali morti/malati/ecc. si sono verificati IN PIU’ in una popolazione in un determinato periodo.

Il REC è una misura globale dello spread di salute dell’intera comunità (attenzione comunque alle diluizioni dell’effetto sanitario) e non si limita al riduttivismo causato dall’analisi sul solo cancro o a un solo impianto nocivo.

Le patologie derivanti da inquinamento ambientale sono latenti e si manifestano prevalentemente a distanza di anni, anche dopo 40 anni e, a tal riguardo, evidenzio di seguito il contenuto del comunicato stampa ISDE, AIEA e Medicina Democratica che in questi giorni stiamo diffondendo in Sardegna:

 Cagliari,   15 luglio  2015

C’è una mortalità del + 49% rispetto alla media regionale sarda per tumori dell’apparato respiratorio che  colpisce le donne dell’area Porto Torres-Sassari: è uno dei dati più preoccupanti che emerge dall’aggiornamento dello Studio “SENTIERI– Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha riguardato anche il SIN, Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche, di Porto Torres-Sassari.

L’indagine, su una popolazione di 141.793 abitanti secondo il  censimento 2011, ha riguardato  il periodo 2003-2010, escluso il 2004/05 poiché sprovvisto di dati ISTAT: “Il quadro che ne emerge conferma quanto denunciamo da tempo”,  sostengono i rappresentanti delle Sezioni sarde di ISDE Medici per l’Ambiente, AIEA – Associazione Italiana Esposti Amianto e Medicina Democratica. “In soli 6 anni si è registrato un  +6% di mortalità in generale e  per tutte la cause, rispetto alla media regionale, con eccessi di mortalità per tutti i tumori in entrambi i sessi, ma anche con  una maggiore incidenza per tutte le patologie connesse alle condizioni ambientali”.

Cosa sta accadendo in questo territorio e perchè per alcune patologie ad essere colpite sono maggiormente le donne? ”La maggiore vulnerabilità delle donne, ad esempio per il tumore polmonare, ma in particolare per l’adenocarcinoma, anche in soggetti non fumatori, è dovuta a condizioni ambientali, che trovano nell’assetto ormonale dell’organismo femminile una maggiore fragilità  rispetto ai contaminanti presenti da tempo nell’ambiente”, ha spiegato il dr. Vincenzo Migaleddu, presidente dell’Associazione ISDE-Medici per l’Ambiente Sardegna. I dati ufficiali  sulla presenza di inquinanti si trovano nella Relazione sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia del 2012 della “Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” e nella Conferenza dei Servizi Istruttoria del 2013.

La presenza di attività chimiche, petrolchimiche, di raffineria, centrali termoelettriche a olio combustibile e carbone, area portuale e discariche ha prodotto infatti una diffusa contaminazione delle acque di falda, con presenza di metalli, solventi e idrocarburi che superano di gran lunga ogni limite di legge, come il benzene fino a 150mila volte la soglia consentita; il  VCM, cloruro di vinile, fino a 500mila e il dicloroetano fino a 28 milioni di volte.  “Chiediamo alla Regione- sottolinea Vincenzo Migaleddu- l’attuazione immediata degli interventi di bonifica da tempo previsti, ma ancora inattuati e risposte  celeri sulla delibera datata 29 dicembre 2014 sullo stanziamento di ingenti fondi per le bonifiche; l’attivazione dei protocolli di sorveglianza sanitaria in favore dei cittadini sardi, esposti a sostanze tossiche, a metalli pesanti ed amianto  nei due SIN  Sassari- Portotorres  e Sulcis Iglesiente – Guspinese  e negli altri siti a forte impatto ambientale. Chiediamo altresì l’istituzione  di un Comitato di Garanzia, costituito da personalità di alto profilo e competenza per  affrontare  con strumenti adeguati quella che si configura come una vera e propria emergenza sanitaria e ambientale”.

 

            Anche il dott. Agostino Di Ciaula, Referente Regionale ISDE – Puglia, in premessa al  suo intervento “I rischi dell’esposizione a inquinanti in età pediatrica” nel Convegno AIEA e Medicina Democratica, tenutosi il 18 Ottobre 2014 nella Sala Consiliare della Provincia di Matera, ricordava quanto diceva oltre vent’anni fa Renzo Tomatis, un grande uomo, prima ancora di essere un grande medico e un grande scienziato:

le future generazioni non ci perdoneranno il male che stiamo facendo loro”.

 

Il dott. Di Ciaula ha cercato di spiegare col suo intervento, a distanza di vent’anni, perché Renzo Tomatis, tra i fondatori dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro, aveva assolutamente ragione, e dichiarava:

  • l’incidenza di cancro dei bambini di età compresa tra zero e quattordici anni è in assoluto in continuo incremento, ma il dato ancora più sorprendente è che, come potete vedere, in Italia l’incidenza di cancro nei bambini è doppia rispetto alla media europea (dati dei Registri Tumori);
  • i bambini si ammalano soprattutto di questi tipi di cancro: leucemie, linfomi e tumori del sistema nervoso centrale. Anche in questo caso in Italia si hanno due volte e mezzo i casi di leucemia rispetto all’Europa, cinque volte i casi di linfomi e il doppio di tutti i tumori nel primo anno di età;
  • ci sono una serie di patologie che non danno sofferenze immediate, ma che si sviluppano su un lasso di tempo molto più lungo. Pensate per esempio ai rapporti tra l’asma e l’inquinamento: circa trentamila attacchi di asma all’anno sono causati dall’inquinamento ambientale nei bambini di età inferiore a quindici anni. Pensate all’incremento epidemiologico spaventoso che si sta avendo nell’obesità infantile;
  • stanno aumentando a dismisura in tutta Europa i casi di diabete tipo uno, il diabete dei bambini;
  • ogni anno in Europa nascono oltre due milioni di bambini che hanno valori di mercurio nel sangue al di sopra dei limiti di sicurezza. Questi bambini hanno alterazioni del quoziente intellettivo, causando anche un grave danno economico in tutta Europa;
  • Si ha una spaventosa progressione epidemiologica dell’autismo: nel 2000 era autistico un bambino su centocinquanta, nel 2010 ha l’autismo un bambino su sessantotto. È chiaro che qualche cosa sta cambiando, sta cambiando anche nel numero di bambini non nati, bambini che non fanno in tempo a nascere e ad ammalarsi, bambini che muoiono prima e che danno origine ad aborti spontanei;
  • Il numero di aborti spontanei in Italia è in continuo e progressivo incremento e questo è un problema che tocca da vicino anche e soprattutto la regione Basilicata, perché come potete vedere i tassi di aborti spontanei in Basilicata sono di molto superiori rispetto alla media italiana e alla media delle regioni meridionali;
  • Adesso cominciano a venir fuori anche i dati relativi ai bambini, perché i primi dati dello studio SENTIERI si riferiscono agli adulti. Adesso sono andati a vedere che cosa succede nei bambini e ovviamente i bambini che vivono nei SIN hanno più leucemie e hanno più tumori maligni rispetto ai loro connazionali che vivono in zone non inquinate;

Praticamente in questo momento spostandosi in qualunque direzione della Basilicata, non si potranno fare più di venticinque chilometri senza trovare un buco nel terreno dovuto alla ricerca o alla estrazione di idrocarburi. È chiaro che qualche cosa questo deve aver causato a questo territorio e alla salute dei lucani. Queste aree verdi sono le aree in cui ancora – aggiornamento a settembre 2013 – si è concesso di ricercare idrocarburi.

Altri buchi da fare e solo Dio sa che cosa succederà con il decreto sblocca-Italia.

In Basilicata si produce circa il 60% del gas naturale nazionale, circa l’80% di olio greggio e non abbiamo dati a sufficienza per provare che ci sia una relazione tra l’incremento di estrazione di gas naturale e l’incremento preoccupante di ospedalizzazione per tumore in età pediatrica che stiamo osservando in questa regione.

Mancano ancora le informazioni. Questo è un grosso problema che ha la Basilicata (in realtà non solo la Basilicata). Non si riesce ancora a capire quanti siti inquinati ci siano, dove siano e di che entità sia l’inquinamento. Non si riesce ancora a capire quante malattie ci siano in Basilicata, soprattutto alcune malattie che non sono per niente considerate a livello epidemiologico.

Il documento è parte integrante degli Atti del Convegno di Matera  “PATOLOGIE ASBESTO CORRELATE, PREVENZIONE E RICERCA – GIUSTIZIA PER LE VITTIME E PER GLI EX ESPOSTI” che a breve pubblicheremo.

Concludo questa nota  riportando all’attenzione di tutti, quanto scritto sul retro della copertina del documento che abbiamo preparato per il Convegno:

Ripensare la guerra al cancro”: L’epigenetica ci ha svelato che è l’ambiente che “modella” ciò che siamo nel bene e nel male, nella salute e nella malattia ..

L’origine del cancro non risiede quindi solo in una mutazione casualmente insorta nel DNA di qualche nostra cellula, ma anche in centinaia di migliaia di modificazioni epigenetiche indotte nella miriade di agenti fisici e sostanze chimiche tossiche e pericolose con cui viviamo a contatto ancor prima di nascere e che alla fine finiscono per danneggiare in modo irreversibile lo stesso DNA.

“Per vincere la guerra contro il cancro abbiamo bisogno di una nuova e diversa visione del campo di battaglia: per coloro che da decenni si battono per una riduzione dell’esposizione delle popolazioni agli agenti inquinanti e cancerogeni questa nuova visione del problema ha un unico nome: PREVENZIONE PRIMARIA che non può essere ridotta solo alle indicazioni riguardanti gli “stili di vita”, ma che deve intervenire energicamente sulla tutela degli ambienti di vita e di lavoro.

Pertanto:

UNA LEGITTIMA E DEMOCRATICA RIVENDICAZIONE DI OPPOSIZIONE USANDO I FISCHIETTI ROSSI, GIALLI, VERDI, NON PUO’ ESSERE SCHEMATIZZATA CON APPELLATIVI NON ADATTI ED OFFENSIVI.

NON E’ PERMESSO A NESSUNO DECIDERE SULLA VITA ALTRUI. 

NON ACCETTIAMO PAROLE COME “VI SFIDO E VI BATTO” DETTE DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE BASILICATA CHE TRA L’ALTRO E’ UN MEDICO.

DAL PRIMO MINISTRO RENZI, DI UN PAESE QUASI COMPLETAMENTE CIRCONDATA DAL MARE, CI SAREMMO ASPETTATI MAGGIORE ATTENZIONE ALLE ISTANZE SOCIALI DI NATURA DEMOCRATICA CHE VENGONO DALLE POPOLAZIONI COSTIERE, CHE INVECE DELLE AUTORIZZAZIONI, PROMUOVESSE UNA MORATORIA INTERNAZIONALE CHE VIETI LE ESPLORAZIONI  OFFSHORE PER EVENTUALI ESTRAZIONI PETROLIFERE NEL BACINO DEL MEDITERRANEO.

 

Mario Murgia AIEA VBA 

 

 

ISDE Italia: Basilicata nel “baratro trivelle”

 

ISDE Italia: Basilicata nel “baratro trivelle”

ISDE Italia: Basilicata nel “baratro trivelle”

 

[di Associazione Medici per l’Ambiente] La manifestazione di mercoledì 15 luglio 2015 a Policoro (MT), organizzata dal Presidente della Regione Basilicata e dal sindaco di quella città e riferita alle ultime vicende riguardanti gli effetti della legge 164/2014, più comunemente conosciuta come “Sblocca Italia”, dove sono contenuti provvedimenti anche per la liberalizzazione delle trivellazioni petrolifere in Italia ed in particolare in Basilicata dove già viene fornito il 10% dell’intero fabbisogno nazionale di petrolio con le concessioni in essere e che interessano una cospicua parte del territorio regionale, non presenta contenuti ed obiettivi chiari condivisibili!

Perciò, per quanto riguarda gli effetti che tale legislazione sta producendo nei territori già interessati dalle estrazioni ed in quelli che a breve saranno sottoposti a procedimenti autorizzativi, ISDE Potenza intende chiarire quanto segue:

1. una delle principali finalità che ISDE ITALIA persegue è quella di “produrre conoscenze adeguate sulla salute e sull’ambiente e trasferirle efficacemente ai decisori politici”, pertanto intendiamo sottolineare ancora una volta, gli effetti negativi delle estrazioni petrolifere sia in mare che in terra;

2. la Basilicata già provata duramente dalle conseguenze di decennali attività estrattive fossili è sull’ orlo del baratro! Effetti catastrofici per l’agricoltura e le attività connesse, il turismo, l’acqua, l’ambiente e la salute pubblica; in questo modo la devastazione sarà completa. La nostra regione ha un’inderogabile urgenza: il ripristino della qualità della terra e dell’ acqua, dei luoghi e degli habitat naturali, deteriorati dagli impatti della filiera estrattiva del fossile. Quindi vera priorità è la quantificazione dei danni diretti ed indiretti sociali, economici e sanitari nonché d’immagine arrecati a danno dei cittadini lucani presenti e futuri.

3. per quanto riguarda poi le decisioni che gli enti istituzionali ai vari livelli avrebbero potuto e dovuto prendere per tutelare efficacemente la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente secondo il “principio di precauzione”, è bene precisare che in Basilicata sono stati sempre disattesi; a partire dalla mancata impugnazione presso la Corte Costituzionale degli articoli dal 35 al 38 di quella legge per palese illegittimità, così come è stato fatto invece da altre regioni come la Puglia, la Campania, la Calabria, la Lombardia, il Veneto, l’Abruzzo, le Marche ed il Molise;

4. il 4 dicembre 2014 tutte le associazioni lucane, ambientaliste e non, hanno organizzato una grande ed importante manifestazione a Potenza per far sentire la propria voce e dimostrare il proprio dissenso rispetto alle decisioni che la Giunta prima ed il Consiglio Regionale di Basilicata poi, andavano prendendo nel senso di non impugnare quel decreto;

5. la bocciatura sia da parte del governo con l’approvazione definitiva della legge 164/2014 che del giudizio negativo da parte della Corte Costituzionale sulla regolarità dell’ultima legge di stabilità regionale che prevedeva, tra l’altro, l’utilizzo delle royalties al di fuori del “patto di stabilità”, dovrebbe suggerire alla politica locale di evitare ulteriori conflitti con la Corte, prevedendo e prevenendo le eventuali stroncature di provvedimenti che hanno un chiaro carattere di incostituzionalità, al solo scopo di confondere le idee ai cittadini (vedi anche la falsa moratoria del giugno 2013 ed il mancato ricorso al TAR del disciplinare della legge 164/2014 del 5 luglio 2015).

Tenuto conto di tutto quanto sopra esposto, affermiamo la nostra NETTA CONTRARIETA’ a partecipare ad una manifestazione organizzata da quelle stesse istituzioni che avrebbero potuto evitare o limitare tutto questo e non hanno fatto nulla e che oggi, come estrema ratio, tentano con questo atto di recuperare terreno riguardo alla propria credibilità ed alla propria autorevolezza.

NOI NON CI STIAMO! 

CONTINUEREMO, COME MEDICI, A LOTTARE PER GLI OBIETTIVI PER I QUALI ABBIAMO GIURATO FEDELTA’, A PARTIRE DALL’ART. 5 DEL NOSTRO CODICE DEONTOLOGICO; CIOE’ LA DIFESA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E LA COMUNICAZIONE SULL’ESPOSIZIONE E SULLA VULNERABILITA’ DI ESSI A FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALE!

 

 

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