25 26 GIUGNO SENTENZA MONFALCONE

Associazione Esposti Amianto Sezione di Monfalcone

Monfalcone, 10 giugno 2013

 

A tutti gli associati, aderenti, simpatizzanti

Gli imputati sono una trentina di dirigenti del colosso della cantieristica navale e di varie ditte esterne.

Risalgono al 1998 le prime tre denunce depositate alla Procura della Repubblica da altrettante coraggiose vedove, riunitesi intorno all’Associazione Esposti Amianto di Monfalcone, che non potevano accettare con rassegnato fatalismo la morte dei propri compagni di una vita. A quelle ne sono seguite altre, che sono confluite nel largo fiume di denunce che già da tempo ormai arrivavano dai medici che riscontravano decessi dovuti proprio a questa causa. Fra le province di Gorizia e Trieste si calcola che possano essere fino ad oggi circa 2000 i decessi derivanti dall’esposizione alle polveri di asbesto.

Negli anni successivi non è stato facile ottenere la risposta dello Stato. Per tanti anni è stato necessario rivendicare verità e giustizia per quelle morti, coinvolgendo anche le più alte cariche dello Stato. Risale al 2008 l’avocazione di una trentina di fascicoli, relativi a casi di decesso causati da mesotelioma, da parte del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, dott. Beniamino Deidda. Da quel momento è stato costituito un pool di inquirenti ed esperti – operanti presso la Procura di Gorizia – che hanno esaminato centinaia di fascicoli confluiti attualmente in vari tronconi di indagine.

Il dibattimento si è sviluppato attraverso una serie di udienze in cui sono sfilati centinaia di testi e numerosi periti. Sono costituiti parte civile in questo processo la Regione, la Provincia di Gorizia, il Comune di Monfalcone, l’INAIL, l’Associazione Esposti Amianto e la CGIL, ad esprimere – una volta di più – il senso della dimensione – non solo individuale o familiare – ma anche collettiva del dramma sotteso alle morti da amianto.

Il Pubblico Ministero ha concluso la propria requisitoria chiedendo la condanna, per alcuni degli imputati, fino a nove anni di reclusione.

Il senso della rivendicazione dell’Associazione Esposti Amianto è ben chiaro. I processi non servono a consumare una vendetta, ma servono a ricostruire da un lato la verità dei fatti, la verità sulla storia degli operai di Monfalcone morti con l’unica colpa di essere andati a lavorare, su cui si dovrà fondare la memoria di questo Paese. Ma servono anche a riaffermare un semplice principio: che non impedire la morte di un lavoratore, facendo prevalere logiche di arido profitto rispetto alla tutela della sicurezza e dignità dell’operaio, è reato.

Per questi motivi, invitiamo tutti – singoli cittadini, operai, associazioni rappresentative delle categorie interessate, rappresentanti degli enti pubblici – a partecipare alla lettura della sentenza, non per fare del processo uno spettacolo, ma per una più incisiva presa di coscienza di un’esperienza e di un dramma collettivo.

Il Presidente del Tribunale ha fissato due date, il 25 ed il 26 di giugno a partire dalle ore 9.30, per le ultime repliche degli Avvocati e dei Procuratori, poi si ritirerà in Camera di Consiglio ed infine pronuncerà pubblicamente in aula la sentenza. Purtroppo non si potrà conoscere fino all’ultimo momento in quale delle due giornate ed in che orario avverrà la lettura. Saremo comunque presenti, ed invitiamo tutti voi ad esserlo.

L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona Amianto Mai Più

Il Direttivo

info@amiantomaipiu.it

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