11 DIRIGENTI PIRELLI CONDANNATI PER OMICIDIO COLPOSO

Le Agenzie di stampa, radio e TV hanno già diffuso la notizia della condanna di 11 dirigenti della Pirelli di Milano imputati per omicidio colposo aggravato, con pene da tre a sette anni 8 mesi, come definito dal dispositivo della sentenza ad opera del giudice, dott. Raffele Martorelli della 5° sezione penale, per avere impunemente esposto e per anni molti lavoratori all’amianto provocando per 24 di essi (a riguardo di questo processo), la morte per mesotelioma pleurico. Le parti civili rimaste nel processo: INAIL, Medicina Democratica, Associazione italiana esposti amianto (AIEA) – queste ultime difese dall’avv. Laura Mara –  e la famiglia di una vittima, sono state risarcite.

 Da qui il nostro comunicato e le nostre riflessioni:

IL TRIBUNALE DI MILANO CAMBIA LINEA

Avevamo infatti ascoltato in due precedenti processi, sempre in primo grado, leggere un dispositivo che mandava assolti i dirigenti di altri grandi aziende del milanese, la ENEL di Turbigo e la Ansaldo Franco Tosi di Legnano, per ragioni simili: morti per esposizione ad amianto non dovute per mancanza di cautele dovute invece dalle leggi di allora (e ancora di più di oggi).

Consideriamo che:

         La Corte di Cassazione si è pronunciata su simili questioni, in particolare con l’ultima sentenza n. 3831/2014 (contro Fincantieri di Palermo), confermando le condanne già avvenute in primo e in secondo grado. Ci si chiede come mai alcuni giudici non ne abbiano tenuto conto;

         La tenacia delle associazioni, in particolare MD e AIEA e, in quest’ultimo caso anche il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, nell’essere presenti e nell’informare dei rischi, dei danni da amianto, in ogni circostanza;

         La tenacia dell’avvocato di parte civile (Laura Mara) nell’intervenire senza risparmio ogni volta che veniva richiesto a fronte di affermazioni distorte delle difese, senza lasciarne passare una;

         La tenacia del principale consulente di MD e AIEA (dott. Luigi Mara), nello smontare punto per punto le tesi false e strumentali che i consulenti delle difese (ben pagati) portavano avanti senza ritegno (ricordiamo in proposito che il 12 luglio scorso il presidente di MD – prof. Piergiorgio Duca e il segretario AIEA – Fulvio Aurora, hanno inviato una lettera al Presidente e al Direttore scientifico della Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori di Milano, per evitare che uno di questi consulenti, il prof. Carlo La Vecchia, potesse assumere un ruolo di direzione in uno dei settori del medesimo istituto pubblico, in quanto in palese conflitto di interessi);

Senza dimenticare che, in tema di amianto,

– La Regione Lombardia tramite importanti e sofisticati metodi di rilevazione aerea ha mappato la presenza di amianto in gran parte del territorio, ma al contempo non ha definito le modalità di bonifica con i relativi finanziamenti;

– che al contempo non attua in maniera generalizzata (ma solo quando gli stessi lavoratori si fanno sentire) le leggi regionali e le delibere che stabiliscono ed impongono di sottoporre a sorveglianza sanitaria gli ex esposti;

– Il Governo nazionale e la Conferenza Stato-Regioni, non approvano il Piano  Nazionale Amianto, definito già nel 2013, di fatto lasciando i cittadini prossimi ai siti in cui l’amianto è presente, continuamente esposti, con grave rischio per la loro salute; che ancora non provvede ai risarcimenti di quelle vittime dell’amianto che non hanno trovato giustizia nei tribunali o comunque nella società.

LO SVOLGIMENTO DEI PROCESSI SERVE ANCHE PER EVIDENZIARE TUTTO CIO’

 

Per MD, AIEA e il Coordinamento nazionale amianto Fulvio Aurora

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