RIMANDATA SENTENZA MONFALCONE


Rischia di dover ripartire da zero, e in altro Tribunale rispetto a quello di Gorizia, il primo maxi-processo per i cantierini di Monfalcone morti d’amianto (85 decessi, 45 imputati di omicidio colposo).Nell’udienza al termine della quale era attesa la sentenza, uno dei difensori, Alessandro Cassiani, ha sollevato istanza di quella che un tempo si chiamava legittima suspicione. Ovvero, ha ritenuto che il clima in aula non garantisse la giusta serenità al giudice Matteo Trotta chiamato a emettere la sentenza.Di qui il rinvio alla Cassazione disposto, dopo due ore di camera di consiglio, dello stesso Trotta.Già fissata la nuova ultima udienza: il 23 luglio. Entro quella data sarà arrivato il parere della Cassazione. Se fosse accolta l’istanza del legale il processo ricomincerebbe dal principio. In caso contrario il 23 luglio si andrà a sentenza.Attonite le tante vedove e i rappresentanti delle associazioni presenti in aula. Si sono sentiti dare, in pratica, la patente di persone potenzialmente in grado di porre in essere comportamenti intimidatori nei confronti delle parti impegnate nel processo.Una beffa che si aggiunge all’attesa di giusitizia che si protrae almeno da cinque anni.

istanza avv Cassiani

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