MATERA: CHIEDIAMO GIUSTIZIA

Negli ultimi anni in Italia si sono celebrati diversi processi penali che si sono conclusi con sentenze di condanna nei confronti di società proprietarie in attività industriali dove, tanti lavoratori sono stati esposti all’amianto contraendo patologie maligne tabellate “asbesto correlate”, come il mesotelioma maligno, asbestosi – CA al polmone etc., causandone anche il decesso.

La legge prevede che quando l’INAIL riceve la richiesta di malattia professionale come il Mesotelioma maligno, deve informare gli organi giudiziari competenti al fine di consentire ai medesimi di attuare eventuali misure di prevenzione nell’ambiente lavorativo ed accertare altrettanto eventuali responsabilità per “omicidio colposo”. A seguito di tali segnalazioni si sono create le basi per avviare i principali processi penali contro le società: ETERNIT, FIBRONIT, PIRELLI, MONTEFIBRE, FINCANTIERI, ILVA, …..

In Basilicata, nonostante diversi casi di mesotelioma ed altre patologie maligne asbesto correlate verificatisi nei vari stabilimenti: FERROSUD, FERBONA, MATERIT, LIQUICHIMICA di Ferrandina (MT) e di Tito (PZ), ….., che noi riteniamo siano stati segnalati regolarmente alla Procura della Repubblica nel corso degli ultimi dieci anni, così come l’Associazione AIEA VBA segnala puntualmente ogni caso di sua conoscenza in particolare nell’ex stabilimento ANIC/EniChem Fibre di Pisticci Scalo simili a quelle di Montefibre, Pirelli, etc., per gli uffici giudiziari territoriali  è difficile accertare se le omissioni: sui sistemi di sicurezza degli impianti, sulla mancata informazione del pericolo della cancerogenicità dell’amianto, sulle idonee precauzioni individuali, sull’idonea prevenzione sanitaria, siano state le cause della  cancerogenesi dei lavoratori deceduti tali da escludere che la dirigenza non debba rispondere di presunte omissioni colpose.

Si legge che le caratteristiche evolutive del mesotelioma renderebbero impossibile stabilire il momento in cui si è prodotto l’evento lesivo, e cioè difficile individuare la prima alterazione cellulare al fine di definire possibili responsabilità, quindi anche passeggiando nelle vie cittadine del nostro Territorio la fibre Killer potrebbe accidentalmente essere causa della patologia; nonostante le commissioni mediche dell’INAIL certifichino quotidianamente le patologie delle tantissime vittime e riconoscano le rendite ai superstiti, riconoscendo il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e la patologia maligna.

Riteniamo che se solo l’Associazione AIEA VBA conta nello stabilimento ANIC/EniChem di Pisticci Scalo numero 7 casi di Mesotelioma di cui 3 deceduti, numero 53 casi di CA/K polmonari di cui 36 deceduti, numero 5 casi di asbestosi, numero 57 casi di placche pleuriche su un totale di 5.000 addetti (diretti ed indiretti), si possa dedurre che le condizioni ambientali nello Stabilimento erano tali da creare i presupposti per un alto rischio di contrarre patologie maligne asbesto correlate.

Constatiamo che nelle altre regioni d’Italia si rende giustizia alle vittime ed ai familiari dei lavoratori deceduti per le patologie maligne asbesto correlate contratte negli ambienti di lavoro simili a quelli della Val Basento, mentre in Basilicata finora, non si è reso giustizia !!.

L’eventuale inosservanza dell’obbligo di segnalazione da parte dell’Inail competente da un lato, l’inerzia degli organi giudicanti rispetto alle segnalazioni correttamente fatte dall’altro, determinano probabilmente la prescrizione dei diversi casi che producono una “Denegata giustizia per molte delle persone coinvolte”.

CHIEDIAMO ANCORA UNA VOLTA GIUSTIZIA,

ANCHE PER QUESTO TERRITORIO,

NEL RISPETTO DEI PRINCIPI STATUITI DALLA COSTITUZIONE ITALIANA

E DALLA CONVENIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO.

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