BOLLETTINO AIEA 2018/2019

 

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PDF LETTURA bollettino AIEA_36 del 2019

EDITORIALE

La storia del rapporto fra l’uomo e l’amianto, dall’antichità all’industrializzazione, è emblematica per comprendere quanto debole sia la priorità della salute umana, pur sancita da tutte le costituzioni del mondo, rispetto agli interessi economici. La storia dell’amianto è una cartina al tornasole. È la stessa storia che potremmo molto presto vivere con altri agenti potenzialmente cancerogeni di cui si sta studiando la pericolosità e che nonostante alcune evidenze epidemiologiche, sono presenti nella nostra vita quotidiana in maniera massiccia, a partire dai pesticidi che hanno contaminato molti dei viveri che consumiamo quotidianamente, agli effetti nocivi ancora nebulosi del 5G, cioè delle reti di quinta generazione, che arriveranno ufficialmente a partire dal 2020 e che permetteranno di collegare milioni di dispositivi in tutto il mondo ad alta velocità e con bassa latenza.

L’AIEA ONLUS si batte da 30 anni per eliminare l’amianto dal nostro territorio, per sensibilizzare la popolazione sulla pericolosità della fibra, per supportare le vittime e i loro parenti, per fare pressione alle istituzioni che hanno il dovere di tutelare il nostro ambiente e soprattutto la salute pubblica, e che invece accumulano ritardi su ritardi nell’applicazione di leggi esistenti dal 1992. Con un’azione costante di informazione, di mobilitazione e di presenza nelle sedi preposte del governo, nelle aule dei tribunali, nelle città e nelle piazze, la nostra associazione, grazie ai suoi volontari, porta costantemente all’attenzione delle istituzioni e della popolazione italiana il tema della priorità della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nei loro ambienti di vita. Oggi non si muore più solo di tumori connessi all’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro: la percentuale di mesoteliomi di origine ambientale è in crescita ed è per questo che ci siamo battuti per far ottenere anche a questi malati un assegno una tantum come riconoscimento della patologia asbesto-correlata.

Purtroppo i dati ufficiali parlano chiaro: abbiamo più di tremila morti l’anno per malattie asbesto correlate e quasi 40mila tonnellate di amianto ancora da bonificare in Italia, (dato comunque sottostimato perché alcune regioni non hanno mai presentato la mappatura dell’amianto) e se allarghiamo lo sguardo al globo terrestre scopriamo che le vittime superano di gran lunga la cifra dei 100.000 morti e che fra i paesi del mondo che ancora non ne hanno proibito l’estrazione e l’utilizzo, ci sono colossi industriali come Cina, India e Russia. E persino gli USA, dove l’amministrazione Trump ha reintrodotto l’uso dell’amianto nell’edilizia, da cui era stato bandito nel 1989. Per Aiea l’unica vera prevenzione rispetto alle malattie asbesto–correlate è l’eliminazione definitiva dell’amianto dal territorio nazionale e la sorveglianza sanitaria di tutti coloro che nel tempo sono stati esposti alla fibra e che necessitano di un controllo costante del loro stato di salute. Anche su questo aspetto i dati sono allarmanti e ci dicono che solo 30.000 persone su 600mila potenziali esposti in Italia all’amianto sono sottoposti a sorveglianza sanitaria e in molte regioni non vengono assolutamente applicati i protocolli di sorveglianza sanitaria. Aiea è impegnata su questo fronte in molte regioni italiane attraverso delle vertenze con le amministrazioni inadempienti, al fine di far applicare la legge e sottoporre a sorveglianza gli ex esposti. Anche nel settore giudiziario Aiea sta conducendo un’importante battaglia, impegnata come parte civile in una serie di procedimenti giudiziari e processi penali che riguardano i danni dell’amianto (malattie e morte) sui lavoratori e sui cittadini ex esposti.

La scelta di costituirci in questo tipo di processi è a corollario della più generale lotta contro l’amianto, richiama alle leggi e alla loro applicazione, disattese in molti casi. Il processo penale è la modalità tramite la quale viene accertata la responsabilità di chi doveva salvaguardare la salute degli esposti e che invece ha disatteso questo dovere.Oggi sentir ancora pronunciare più volte nelle aule di giustizia “Il fatto non sussiste” ci motiva ancora di più per andare avanti nella nostra lotta e perseguire il nostro obiettivo che è:

GIUSTIZIA PER TUTTE LE VITTIME DELL’AMIANTO.

Maura Crudeli

Presidente Aiea Onlus

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