AMIANTO: EMILIA ROMAGNA RETE DI ASSISTENZA PER MESOTELIOMA PLEURICO

COMUNICATO AFEVA ER

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Cura dei malati di mesotelioma e ambulatori amianto per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti: Approvata Delibera N° 1410 del 3/9/2018 Giunta Regionale Emilia Romagna

La Giunta Regionale Emilia Romagna, nel corso della seduta N° 37 del 3 settembre 2018 ha approvato la Delibera N° 1410, concernente il: “RECEPIMENTO INTESA STATO-REGIONI SULL’ADOZIONE DEL PROTOCOLLO DI SORVEGLIANZA SANITARIA DEI LAVORATORI EX ESPOSTI AD AMIANTO. ISTITUZIONE PRESSO I DIPARTIMENTI DI SANITA’ PUBBLICA DELLE AZIENDE USL DI AMBULATORI DI MEDICINA DEL LAVORO PER L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA REGIONALE DI ASSISTENZA INFORMATIVA E SANITARIA PER I LAVORATORI EX ESPOSTI AD AMIANTO E COSTITUZIONE DELLA RETE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA PRESA IN CARICO DEI PAZIENTI AFFETTI DA MESOTELIOMA PLEURICO MALIGNO.” come da previsione del Piano Amianto Regione Emilia-Romagna.

Si tratta di un passaggio importante e di un successo dell’iniziativa della CGIL Emilia Romagna e di AFeVA Emilia Romagna che posero con forza le questioni oggetto della delibera con la presentazione della Piattaforma Amianto del 2014 e con il convegno del Giugno 2016 “Amianto e Mesotelioma: Combatterli assieme – per una rete integrata del sistema delle cure del Mesotelioma”

Naturalmente, come CGIL ER e come AFeVA ER, riteniamo indispensabile costituire al più presto gli AMdL in tutti i territori ad ora sprovvisti, e che questi siano strutturati (luogo, orari, modalità di prenotazione, accessibilità, responsabilità); è inoltre decisivo implementare il cosiddetto registro degli ex-esposti che permetterebbe di avviare un programma di invito attivo (se pur volontario) degli ex-esposti.

 

ARTICOLO REPUBBLICA

Prende il via in Emilia Romagna la rete di assistenza e presa in carico dei pazienti con mesotelioma pleurico, con l’apertura di ambulatori ad hoc per gli esposti amianto in tutti i dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl della regione. Una richiesta avanzata da tempo dai familiari delle vittime. La giunta Bonaccini, con una delibera approvata nei giorni scorsi, ha dato così attuazione all’intesa raggiunta lo scorso febbraio dalla conferenza Stato-Regioni. In tutte le Ausl emiliano-romagnole, dunque, nasceranno attività ambulatoriali mirate e strutturate per l’assistenza, informativa e sanitaria, di chi ha lavorato a contatto con l’amianto, con accesso facilitato a controlli ed esami. L’obiettivo è assicurare ai lavoratori affetti da mesotelioma pleurico maligno uno specifico percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale per una presa in carico globale attraverso una rete strutturata di centri ospedalieri.
Ogni lavoratore ex esposto all’amianto avrà accesso gratuito alle prestazioni erogate sia dai dipartimenti di sanità pubblica sia dalla rete di presa in carico. Nei casi di diagnosi accertata, sarà riconosciuta l’esenzione per patologia cronica invalidante. In Emilia Romagna, al 31 dicembre 2017, sono stati registrati 2.567 mesoteliomi maligni, di cui il 91,5% riguardano la pleura. Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini (1.860, contro 707 donne), con un’incidenza in aumento dai 73 casi registrati nel 1996 ai 156 del 2012. Il numero medio di nuovi casi diagnosticati nel periodo 2012-16 si è attestato sui 146 casi per ogni anno. Le province maggiormente interessate sono quelle di Bologna – sede delle ex Ogr –  e Reggio Emilia. “La lunga, drammatica e dolorosa vicenda legata all’utilizzo dell’amianto- sottolinea l’assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi- è per tutti un monito a lavorare sempre di più sulla prevenzione e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. È giusto dare ai cittadini coinvolti tutta l’assistenza possibile”.

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